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giovedì 30 marzo 2023

La Settimana Postale TV dà spazio al Comitato Buonuscita PT

Nella puntata trasmessa il 29/03/2023 de La Settimana Postale TV di FNC-UGL Comunicazioni, un rappresentante del nostro Comitato ha avuto la possibilità di parlare della Buonuscita-TFS, bloccata al 28/02/1998 e da allora mai rivalutata.

Dopo 25 anni il suo poter d'acquisto è più che dimezzato.
Nonostante si tratti di un "danno economico" di migliaia di €uro per ogni singolo lavoratore questo argomento è troppo spesso trascurato da gran parte delle parti sociali, politiche ed istituzionali, ma anche dagli stessi lavoratori. Questa occasione ci ha permesso di dire l'essenziale.







giovedì 23 marzo 2023

Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00301 dei Senatori del M5Stelle

Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00301

Atto n. 3-00301
Pubblicato il 21 marzo 2023, nella seduta n. 50

- Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

dal 28 febbraio 1998 Poste italiane è stata trasformata da ente pubblico economico in società per azioni, con la conseguenza che i dipendenti da quella data sono transitati da un regime di natura pubblica a uno di natura privata, senza soluzione di continuità;

nonostante tale mutamento del rapporto di lavoro, il trattamento di quiescenza (indennità di buonuscita per i dipendenti pubblici) non è stato liquidato ai lavoratori in servizio a quella data e neppure inglobato nel nuovo TFR (previsto per i dipendenti con contratto di tipo privato) in maturazione, ma è stato invece "cristallizzato", cessando quindi ogni forma di rivalutazione economica e monetaria;

tra i lavoratori transitati dal "pubblico" al "privato", questo trattamento è stato riservato solo ed esclusivamente ai dipendenti di Poste. Non è stato così, ad esempio, per i ferrovieri, che pure dal punto di vista giuridico sono stati oggetto della medesima trasformazione del rapporto di impiego;

a tutti i dipendenti pubblici e privati non risulta sia mai stata negata la rivalutazione monetaria, essendo questa riconosciuta per legge;

in tal modo, i dipendenti di Poste sono stati discriminati, e continuano ad esserlo, nei confronti di tutti gli altri lavoratori dipendenti italiani, siano essi pubblici che privati, cessati e non;

considerato che:

nel corso del tempo, e soprattutto negli ultimi anni, sono state presentate numerose interrogazioni parlamentari, sia da rappresentanti della maggioranza che dell'opposizione, reiterate ad ogni cambio di Ministro, evidenziando la trasversalità dell'interesse e la bontà delle rivendicazioni dei dipendenti di Poste;

le risposte pervenute di volta in volta hanno sempre riconosciuto l'ingiusta discriminazione perpetrata ai danni dei dipendenti di Poste, adducendo l'impossibilità di riconoscere quanto loro dovuto solo ed esclusivamente per le difficoltà di reperimento dei fondi necessari per la relativa copertura finanziaria;

le risoluzioni 7-00707 (poi 8-00153) del 24 gennaio 2006 (XIV Legislatura, Commissioni Lavoro e Trasporti della Camera) e 8-00208 del 6 novembre 2012 (XVI Legislatura, Commissione Lavoro della Camera) impegnavano il Governo a trovare una soluzione al riguardo. In particolare, la seconda impegnava il Governo Monti ad adottare entro il 31 gennaio 2013 «iniziative, anche di carattere normativo che consentano un costante aggiornamento dell'indennità di buonuscita»; impegni che, ad oggi, sono stati, purtroppo, sempre totalmente disattesi;

il 18 maggio 2017 presso la XI Commissione (Lavoro) alla Camera, il sottosegretario Biondelli rispondeva all'interrogazione 5-11009 del 30 marzo 2017 comunicando che, a quella data, i lavoratori cessati ai quali era stata liquidata la buonuscita congelata, erano 142.847, mentre gli attivi erano 76.754; l'ammontare complessivo della rivalutazione monetaria e degli interessi eventualmente riconoscibili a tutti i soggetti interessati, sia cessati che ancora in servizio, è pari a 907.261.000 euro; l'ammontare complessivo delle indennità di buonuscita che dovranno essere liquidate nel corso dei prossimi anni (e, in particolare, per il periodo dal 2017 al 2040) è pari a 939.972.000 euro;

considerato, inoltre, che:

nella risposta all'interrogazione citata, il Governo aveva ancora una volta ribadito che occorreva far presente che i vincoli posti dal quadro finanziario di riferimento non avevano sinora consentito al Governo di introdurre modifiche all'attuale disciplina in materia di buonuscita, sì da dare attuazione all'impegno;

l'onerosità dipende anche dal protrarsi nel tempo di questa situazione anomala per la quale è necessaria un'adeguata azione risolutiva,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno e urgente intervenire con tutte le misure necessarie, affinché venga rivalutata l'indennità di buonuscita sia dei lavoratori cessati di Poste Italiane S.p.A., sia di quelli che sono tuttora in servizio;

se non ritenga opportuno valutare l'opportunità di istituire un apposito fondo, anche da finanziare annualmente, con un minimo stabilito e un massimo da considerare in funzione dei fondi di copertura disponibili. 

 La Presidente
Gruppo MoVimento 5 Stelle
Senato della Repubblica

lunedì 20 marzo 2023

Per informazione

È certamente utile leggere articoli come quello che segue, ma per contestualizzarlo nella realtà dei Postali può essere d'aiuto questa immagine riassuntiva.


Tfr (Tfs) anticipo, ancora 2 gravi nuovi problemi in attesa sentenza che potrebbe cambiare tutto

di Marianna Quatraro pubblicato il 19/03/2023

Quali sono i 2 gravi nuovi problemi per Tfr (Tfs) anticipo statali in attesa della sentenza che potrebbe cambiare tutto? Continua ad essere molto problematica la questione della liquidazione del Trattamento di fine rapporto Tfr (Tfs) ai lavoratori statali e, in attesa di una nuova importante sentenza che potrebbe prevedere modifiche per i pagamenti del trattamento, ecco che si pongono due nuovi problemi. Vediamo di cosa si tratta.

  • Due nuovi gravi problemi per Tfr (Tfs) anticipo statali
  • Attesa sentenza importante per liquidazione Tfr (Tfs) anticipo statali

Due nuovi gravi problemi per Tfr (Tfs) anticipo statali.

Stando a quanto riportano le ultime notizie, il primo nuovo problema che si sta ponendo per la liquidazione del Trattamento di fine rapporto Tfr (Tfs) riguarda l’aumento dei tassi, ormai intorno al 5% e che implicano dunque costi elevati, che rendono decisamente poco vantaggioso ora chiedere il pagamento anticipato del trattamento.

Chi non aveva intenzione di attendere i lunghi tempi previsti dalla legge per la liquidazione del proprio Tfs poteva e può chiederne l’anticipo direttamente a banche convenzionate anche se dal primo febbraio anche l’Inps si sta occupando della liquidazione anticipata del Tfr agli statali. La liquidazione anticipata del Trattamento di fine rapporto prevedeva tassi agevolati sia da banche che da Inps a chi ne presentava richiesta ma oggi, con i tassi aumentati, la convenienza è venuta meno.

L’Inps ha iniziato a liquidare oltre 10mila pratiche di Tfs, trattamento di fine servizio, ai lavoratori dipendenti statali, partendo dai pagamenti dei Tfr ai lavoratori della scuola (circa 2.302 pratiche di liquidazione del trattamento di fine rapporto di insegnanti e personale non docente), per poi proseguire con i pagamenti per i lavoratori della Pubblica amministrazione (che riguardano 5.126 pratiche) e le 534 pratiche di riscatto del Tfs-Tfr e 3.038 riliquidazioni, cioè ricalcoli delle buonuscite.

Possono chiedere l'anticipo del Tfs all'Inps gli iscritti al Fondo Credito (ex Inpdap e pubbliche amministrazioni) ad un tasso di appena l'1%.

E nel frattempo era stata prorogata la convenzione Abi per la liquidazione dell’anticipo del Tfs ai dipendenti statali in maniera agevolata, per permettere ai dipendenti pubblici di avere subito il proprio Tfs senza dover aspettare i lunghi tempi previsti dalla legge e valida solo per importi massimi di 45mila euro e ad un tasso agevolato dello 0,4%.

Tuttavia, l’aumento dei tassi di interesse, dovuto all’attuale andamento economico e dell’inflazione, che ormai superano quasi il 5% non rende più assolutamente conveniente chiedere il pagamento anticipato del proprio trattamento di fine rapporto da parte dei lavoratori dipendenti pubblici.

Fonte BUSINESS ONLINE.

venerdì 17 marzo 2023

Nelle note della CU/2023 i dati corretti per la tassazione separata

FACCIAMO LUCE

Nella CU 2023 (redditi 2022) chi ha cessato il proprio rapporto di lavoro con Poste troverà una nota come questa allegata (ovvio, ognuno con importi personali)

Cosa significa e perché Poste fa questa precisazione?

Chi ha seguito il tema del “ricalcolo” dell’Irpef su TFR ed emolumenti di fine rapporto, sa che come Comitato Buonuscita PT (in particolare Daniele Del Corso) lo scorso anno avevamo rilevato un’anomalia da parte dell’Agenzia delle Entrate al momento del ricalcolo dell’Irpef per tutti i lavoratori dipendenti (differenza da pagare a conguaglio dopo quattro anni dall’esodo tra quanto già trattenuto dal Datore di lavoro e quanto accertato da AE come tassazione separata).

Avevamo contestato che il valore del maturato al 31/12/200 veniva calcolato sommando il TFR al 31/12/200 e la buonuscita maturata fino al 28/2/1998 al netto di una detrazione del 26,04% anziché al lordo.

Dopo tre mesi di confronto, l’Agenzia delle Entrate ci dava ragione e proprio a dicembre, oltre a raggiungere tutte le Agenzie periferiche con una nota di servizio, il 20/12 ha comunicato a Poste (più precisamente al Fondo Buonuscita): il TFR maturato al 31/12/200 deve includere anche il valore della Buonuscita. Da indicazioni precedenti sempre di AE, il Fondo Buonuscita lo dichiarava al netto della detrazione del 26,04% ora, invece, deve essere riferito al lordo.

Vale la pena di precisare che questi emolumenti riportati, ma non costituiscono il reddito annuale perché soggetti a tassazione separata, ma il loro valore sarà determinante al momento del ricalcolo nei tempi previsti dalla Legge Fiscale.
Su questo, sarà determinata la percentuale di maturato ante e post 2001 e su questa percentuale verrà ripartito nelle due quote l’incentivo all’esodo.

La differenza IRPEF sarà calcolata solo sulla quota post 2001 dove il tfr destinato al fondo non sarà “ricalcolato “.

Aver ottenuto dal 2018 in poi che la Buonuscita-TFS venisse considerata emolumento equipollente al TFR e che dal 2022 lo è come maturato al lordo, significa per tutti pagare una differenza minore che va da qualche centinaio a svariate migliaia di euro rispetto a quanto fatto prima.

domenica 5 marzo 2023

Incontro con On. Benzoni

Continua l’impegno di sensibilizzazione trasversale dei parlamentari eletti nell’attuale XIX legislatura.

Invitiamo tutti a fare lo stesso coi parlamentari del vostro territorio. Per contattarli basta scrivere loro una e-mail al loro indirizzo di posta elettronica istituzionale.

Li potete trovare nell’elenco alfabetico degli On. Deputati che trovate qui https://www.camera.it/leg19/28 oppure in quello dei Senatori qui https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Attsen/Sena.html

Così è stato fatto anche con l’On. Fabrizio Benzoni (gruppo AZIONE - ITALIA VIVA - RENEW EUROPE) membro della X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo) il quale si è subito detto disponibile ad incontrarci.

L’incontro si è svolto alle 12 di Sabato 4 marzo 2023. Un incontro improntato a schiettezza e cordialità.

Gli è stata illustrata la situazione UNICA della non rivalutazione della Buonuscita-TFS dei Postali dal 28/02/1998.
Abbiamo raccontato i passaggi essenziali ed indicato i riferimenti ai passaggi precedenti oltre ad aver presentato alcuni esempi di calcolo utili a dare un’idea del grande danno economico causato al lavoratore: siamo nell’ordine delle migliaia di euro, mica bruscolini!

L’On. Benzoni ci ha chiesto altra documentazione che abbiamo provveduto ad inviare il giorno dopo. Ci pare un buon segnale.

Sappiamo che alle parole devono seguire azioni coerenti e queste serviranno a valutare positivamente o negativamente l’esito di un rapporto tra rappresentante e rappresentato nelle Istituzioni.

lunedì 27 febbraio 2023

Dopo 25 anni, concretamente, quanto ci ho perso?

 Al 28 febbraio 1998 abbiamo maturato un importo di Buonuscita (TFS).

Al 28 febbraio 2023 – dopo 25 anni – non c’è variazione di quell’importo.
Nessuna forma di rivalutazione..

Come calcolare quale sarebbe stata la cifra rivalutata?

    L’Istat mette a disposizione uno strumento per il calcolo rapido delle rivalutazioni monetarie in base all’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (al netto dei tabacchi).

    Per utilizzare il calcolatore occorre inserire il mese di inizio e di fine periodo a cui fa riferimento la rivalutazione, la somma da rivalutare (l’importo della tua BUONUSCITA-TFS) e premere Calcola.

NB. Questo calcolo non tiene conto degli interessi.

Un esempio?
Una Buonuscita che al 28/02/1998 valeva
£ 200.044 pari a 10.000 €uro, alla fine di gennaio 2023 varrebbe € 16.240,
un danno economico di € 6.240.

Usa questo link https://rivaluta.istat.it/Rivaluta/ per andare sul sito dell’ISTAT e calcola quanto ti sarebbe spettato.

Nascerà un moto di reazione (?)



martedì 7 febbraio 2023

Incontro con l'On. Gian Antonio Girelli

Stamane, una nostra delegazione è stata ricevuta dall’On. Gian Antonio Girelli nella sede bresciana del PD. In un clima molto cordiale e disteso, abbiamo esposto il problema della Buonuscita dei Postali e potuto documentare ogni passaggio. Con nostro sommo piacere, nel corso della discussione, ci sono state avanzate continue richieste di chiarimenti e poste mirate domande, utili per approfondire il tema: sia l’On. Girelli che il suo collaboratore, Dr. Duina, avevano quindi attentamente letto la documentazione a suo tempo inviata e abbiamo pertanto dedotto che l’incontro non era solo di cortesia, come normalmente accade con i politici. ma effettivamente finalizzato a capire ed eventualmente porre in essere le conseguenti, possibili, azioni.

In quella sede, pertanto:
-        abbiamo ripercorso tutta la vicenda a partire da quel famoso 28/02/1998;
-        evidenziato l’unicità dell’ingiusto e discriminatorio trattamento subito solo dai Postali;
-        discusso delle sentenze contrarie della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale;
-        richiamato la risoluzione Parlamentare n. 7-00635 del 6/11/2012, successiva a quelle sentenze, rimasta senza seguito;
-        fatto presente gli ODG approvati nella scorsa legislatura;
-        mostrato i numeri resi noti dalla risposta dalla Sottosegretaria al Lavoro on. le Biondelli all’interrogazione dell’on. Walter Rizzetto nella XVII legislatura;
-        sottolineato gli incontri avvenuti e le ipotesi di soluzione avanzate finora;
-        comunicato il ricorso alla Corte di Giustizia Europea, tuttora pendente presso la Corte d’Appello di Roma.

Insomma… abbiamo esposto il problema per intero, senza reticenze e senza illusioni.

L’On. Girelli ha chiesto di avere copia degli atti parlamentari per documentarsi ancor più approfonditamente e ci ha promesso che ci terrà aggiornati di ogni suo passo che farà, alla ripresa dei lavori Parlamentari dopo la sospensione dell’attività per le elezioni regionali.

Di tutto ciò, come di consueto, ve ne daremo conto.

Sarebbe auspicabile che altri colleghi o ex dipendenti Postali ricerchino occasioni di incontri con i nuovi parlamentari eletti nel proprio territorio: ce n’è bisogno ad ogni cambio di Governo, a maggior ragione ad ogni inizio di legislatura, anche per comprendere chi effettivamente si impegna per un percorso coerente e credibile nel portare avanti le nostre richieste.

lunedì 30 gennaio 2023

Maggiori indicazioni per la richiesta di rimborso all’Agenzia delle Entrate

Indicazioni più precise per tutti gli ex colleghi che stanno avanzando richiesta di rimborso all’Agenzia delle Entrate (entro i 48 mesi seguenti la data dell’ultimo versamento effettuato) per:

- errato inserimento della Buonuscita-TFS (erogata dalla Gestione Commissariale per il periodo dall’assunzione fino 28/2/1998)

- gli ex che nella loro tabella con la comunicazione del “ricalcolo” hanno come data di assunzione 1/3/1998 e non quella reale, di prima assunzione in Poste.

La comunicazione interna che la Direzione Centrale ha diramato a tutte le Agenzie periferiche fa riferimento ad alcuni punti cardine che è utile indicare come motivazione nella richiesta di rimborso.

Consigliamo di scrivere (o dire a voce se doveste trovarvi di persona davanti di fronte ad un interlocutore dell’Agenzia delle Entrate territoriale) quanto segue:

La Direzione Centrale Persone Fisiche, Lavoratori autonomi ed Enti non Commerciali della Divisione Contribuenti mediante consulenza giuridica del 25 novembre 2022 ha fornito precisazioni circa la modalità di ripartizione del l’incentivo all’esodo erogato da Poste italiane SPA ai dipendenti che hanno percepito anche una indennità di buonuscita da Gestione Comissariale Fondo Buonuscita per il periodo fino al 28 febbraio 1998. La comunicazione che è seguita ha indicato tecnicamente come operare per i relativi “Ricalcolo” precisando:

     - Che la buonuscita è una indennità equipollente in un rapporto di lavoro unico pertanto là dove nella CU trasmessa da Poste dovesse essere indicata la data “1 marzo 1998” e “2 anni e 10 mesi” Si DEVONO variare i campi con l’effettiva data di inizio del rapporto di lavoro comprendendo il periodo di commisurazione indicato dalla Gestione Commissariale.

     - Ai fini della determinazione degli importi di incentivo da inserire nelle quote ante e post 2001 la comunicazione indica inoltre, per la modalità di intervento, i campi della CU che devono essere presi in considerazione consolidando il concetto che l’indennità di Buonuscita si intende comprensiva della rivalsa contributiva.