"Il Gazzettino" di Padova descrive bene la vicenda Buonuscita-TFS dei postali.
Sarebbe bene che anche i giornalisti di altri territori fossero messi al corrente di questo problema.
E poi...
Ai politici che gireranno i territori alla ricerca del nostro voto non dovremmo stancarci di dire che c'è questo grosso problema di cui farsi carico e risolvere.
Quanti lo faranno?
Sarebbe veramente un BUON FERRAGOSTO!
Per i dipendenti Postali il valore della BUONUSCITA è stato fissato al 28 febbraio 1998. Quell'importo viene liquidato al lavoratore SENZA ALCUNA FORMA DI RIVALUTAZIONE. Questo ingiusto trattamento riguarda SOLO i Postali. Perché 219.601 lavoratori non hanno diritto all'intero trattamento retributivo differito, come tutti gli altri ? Mettiamo in comune i documenti, facciamo conoscere le iniziative intraprese e quelle che si vorranno intraprendere per contrastare questa ingiustizia.
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lunedì 15 agosto 2022
Un buon articolo de "Il Gazzettino" di Padova
mercoledì 20 luglio 2022
Tassazione separata. Riepilogo per vecchi e nuovi che non capiscono
Ennesimo ed ultimo riepilogo
Per vecchi ed i nuovi che si affacciano qui e non capiscono il problema dell’errata tassazione nel ricalcolo in arrivo da Agenzia delle Entrate
Elementi capire il ricalcolo sugli emolumenti di fine rapporto
Il ricalcolo sugli emolumenti di fine rapporto è previsto dalla legge fiscale italiana vigente per tutti (TUIR art17/19 e Codice Civile).
Perché?
Perché sono emolumenti a tassazione separata cioè diversa da quella che normalmente un lavoratore ha.
Come vengono tassati?
Il datore di lavoro fa solo una prima tassazione (di solito al 23%) e successivamente l’Agenzia delle entrate provvede a “ricalcolare” la tassazione.
Come?
No, solo su una parte. Sul maturato dal 2001 in poi.
E l’incentivo all’esodo?
L’incentivo all’esodo segue la stessa tassazione del TFR.
Come viene diviso tra maturato prima e dopo 2001?
Mentre per il TFR è facile stabilire i due montanti (prima e dopo e guardando il prospetto di liquidazione l’azienda li mette già dividi), per l’incentivo che nasce praticamente al momento dell’esodo occorre fare un’operazione matematica.
In cosa consiste?
Abbiamo detto che abbiamo due maturati: ante e post 2001 che rispetto al loro totale rappresentano una percentuale. Il totale è uguale a 100 per le quote ante e post basta impostare una proporzione. Esempio
Se 1000 è il totale e le due quote sono una 400 e una 600 avremo:
1000 : 100 = 400 : x cioè 40%
Va da se che l’altra quota (post) è 60%
L’incentivo sarà ripartito nella stessa percentuale
40% nella quota ante e 60% nella quota post (quella di cui si ripaga)
Ecco perché è importante il montante della quota “ante”:
quanto è più alto, quanto meno incentivo andrà a ricalcolo
Cosa succedeva prima del 2018?
Succedeva che nella quota ante non veniva inserita la buonuscita a noi postali e questa quota considerata solo dal 1/3/98 al 31/12/2000 era esigua è quasi il 90% andava a ricalcolo.
Quando arrivò il mio ricalcolo feci autotutela e distenni che il nostro rapporto di lavoro non era iniziato con la trasformazione di Poste in spa ma prima e che la buonuscita copriva quel periodo ed andava inserita nel ricalcolo in quanto indennità equipollente in un rapporto di lavoro senza interruzioni (nessuno fu licenziato e poi riassunto)
Quale errore fa quest’anno AE?
Conteggia la buonuscita al netto di un abbattimento previsto dalla legge 482/85
Abbattimento che serve per stabilire la tassazione della buonuscita.
La legge fiscale che norma il ricalcolo parla di montante e il TFR è inserito al lordo per fare la proporzione, perché il montante della buonuscita viene invece inserito al netto di una detrazione?
I ricalcolo dello scorso anno avevano tutti la buonuscita al lordo.
Spero di essere stato chiaro perché ora davvero non lo spiego più.
venerdì 1 luglio 2022
Daniele: i passaggi per il controllo del RICALCOLO ricevuto da Agenzia Entrate
Non abusiamo di questo suo dono gratuito.
Ciascuno faccia il proprio controllo
Rivolgersi a Daniele SOLO IN CASO DI ALTRE criticità.
- la data di inizio del rapporto di lavoro deve essere la vostra effettiva e NON 1/3/1998. Se viene messa quella del 1998 non avrete nel conteggio la buonuscita e alla fine pagherete di più
- come si vede nell'esempio la data è giusta e nella tabella avete gli anni utili di buonuscita in questo caso 21
- l'importo al primo rigo della tabella ricevuta deve essere uguale alla somma tra l'importo lordo della buonuscita e l'importo lordo del tfr maturato alla data del 31/12/2000. (qui abbiamo 14277,05)
- l'importo lordo del tfr lo trovate subito sotto 3856,81 mentre quello della buonuscita lo trovate sul prospetto che rilascia la Gestione Commissariale Buonuscita anche su richiesta . In questo caso l'importo lordo della buonuscita è 14009,02 è evidente facendo la somma che l'Agenzia delle Entrate abbia messo un importo minore e che alla fine per un meccanismo - che non vi spiego perché complicato - pagherete qualcosa in più
- sotto la foto del prospetto liquidazione della buonuscita dove si può leggere l'importo lordo
Badate bene che il ricorso in autotutela NON ANNULLA e NEPPURE SOSPENDE l’obbligo di pagare a scadenza. Senza una risposta bisogna alla scadenza cominciare a pagare, diluite i tempi con la rateizzazione.
lunedì 20 giugno 2022
Agenzia delle Entrate. Errori 2022. Lo scriviamo alla Direzione Centrale
In questi giorni i colleghi "Cessati" tra il 2017 ed il 2018, stanno ricevendo da parte dell'Agenzia della Entrate (AdE) la famigerata "Comunicazione" di pagamento a seguito del “ricalcolo” IRPEF sugli emolumenti percepiti, TFR e Incentivo.
Come molti di voi sapranno, negli anni scorsi fu fatta da parte di alcuni colleghi una strenua battaglia contro l'AdE a causa di 2 fondamentali errori che venivano perpetrati a nostro danno; con la nostra battaglia pensavamo con convinzione di aver risolto questa diatriba, e i fatti ci stavano dando ragione - fino a qualche giorno fa. Abbiamo però riscontrato ancora degli errori nelle raccomandate arrivate in questo giugno 2022.
A tale riguardo, i due colleghi che avevano ben gestito il problema negli anni precedenti hanno inviato una mail alla Direzione Centrale dell’AdE, invitandola a diramare una "Informativa" a tutte le DP, affinché correggano questo loro ennesimo errore perché:
- le agenzie periferiche potrebbero essere invase da “autotutele “che comportano lavoro aggiuntivo per loro.
In Italia molte AdE periferiche agiscono come gli pare e ci trattano a pesci in faccia. (ci sono casi ancora irrisolti).
Nel frattempo invitiamo tutti i colleghi che riceveranno quella "Comunicazione" a controllare il Prospetto dei conteggi, in particolare, la data di assunzione e il rigo 1, che deve contenere la cifra al LORDO della Buonuscita (la trovate nel Prospetto di Liquidazione che la Gestione Commissariale Fondo Buonuscita vi ha inviato unitamente alla cifra) comprensiva del TFR maturato al 2000.
L’incentivo all’esodo, deve essere spalmato nell’intera vita lavorativa del lavoratore dipendente di quell’azienda con la stessa proporzione di maturazione del tfr.
Nel caso riscontraste quegli errori, compilate il modello di Autotutela che Trovate in allegato a questa e-mail e recatevi nella sede di appartenenza per consegnarlo. Badate bene che il ricorso in autotutela NON ANNULLA e NEPPURE SOSPENDE l’obbligo di pagare a scadenza. Senza una risposta bisogna alla scadenza cominciare a pagare, diluite i tempi con la rateizzazione.
Un "Consiglio": non fermatevi al primo impiegato, ma chiedete di parlare con un Funzionario o Capo-Team gestione e controllo Atti.
Non fatevi intimorire, i buoni contribuenti (quali noi siamo) non devono aver paura di reclamare i propri diritti.
Per seguire le discussioni di chi si trova in queste condizioni consigliamo la lettura di quanto è stato scritto e continua ad essere discusso sulla pagina Facebook “Stop al furto delle Buonuscite dei lavoratori di Poste Italiane” a questo link https://www.facebook.com/groups/979298898812730
2) Al rigo 1 l’importo Buonuscita Lorda (fino al 1998) + tfr lordo maturato da 1/3/1998 a 31/12/2000
venerdì 18 marzo 2022
Se fosse stata rivalutata
Questo calcolatore dell'ISTAT ti dà la risposta personalizzata, senza contare gli interessi.
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giovedì 6 gennaio 2022
Sempre più depauperata
La Buonuscita-TFS dei dipendenti postali non ha alcuna forma di attualizzazione della base di calcolo. Tutto rimane fermo a quel 28 febbraio 1998, come se gli importi calcolati allora avessero lo stesso potere d’acquisto anche oggi.
Teoricamente fino a quella data i 219.601 dipendenti postali di allora dovrebbero avere lo stesso trattamento dei pubblici dipendenti, invece - oltre alla mancata rivalutazione che si porta via almeno 1/3 di quel valore - sulla Buonuscita/TFS non è possibile chiedere l’anticipo previsto per tutti i lavoratori, pubblici e privati.
Non solo.
L’importo è noto dal 1998 e visibile a ciascuno sul sito della Gestione
Commissariale del Fondo Buonuscita, ma non viene erogato al termine della “finestra”
temporale prevista dalla norma per i pubblici dipendenti: si aspettano anche di tutti i 3 mesi successivi che, nella logica
della norma, sono il termine massimo entro il quale calcolare ed erogare il dovuto.
A volte si va anche oltre.
Questa situazione unica nel mondo del lavoro ha originato
anche anomalie nella tassazione
successivamente riconosciuta dall’Agenzia delle Entrate (grazie alla competenza,
alla caparbietà e ai consigli Daniele
e Michele)
ma che può essere chiesta
a rimborso entro il quinquennio successivo al pagamento di quanto ingiustamente
richiesto dall’AE (chi ha dato ha dato, ha dato). Da 2 anni nelle note della
Certificazione Unica si danno indicazioni di cui l’AE dovrebbe tener conto.
Per curiosità… Come si calcola una buonuscita? Nella scuola funziona così.
Ecco come sapere quanto prenderà di TFR o TFS un insegnante che aspetta la buonuscita per la pensione INPS 2022
Quando si raggiunge il
collocamento in quiescenza gli insegnanti, in qualità di lavoratori del settore
pubblico, maturano una indennità nota come trattamento di fine servizio.
L’importo della prestazione non è fisso, ma varia in ragione degli anni di
servizio, dell’importo del salario a fine carriera e di altri fattori.
Anche la decorrenza del pagamento
non è uguale in tutti i casi, ma si stabilisce talvolta in relazione alla forma
previdenziale scelta. Conoscendo alcuni dati, è possibile stimare
approssimativamente a quanto corrisponde l’importo della quota come vedremo di
seguito in alcuni esempi pratici. Ecco come sapere quanto prenderà di TFR o TFS
un insegnante che aspetta la buonuscita per la pensione INPS 2022.
Quanti soldi spettano e quando arriva la
liquidazione
Molti
lavoratori che si apprestano ad uscire dal mondo del lavoro, spesso non hanno
idea di quanti soldi percepiranno ogni mese di pensione né di buonuscita. Per
chi ha raggiunto il requisito minimo per la pensione di vecchiaia, in un
precedente articolo abbiamo spiegato quanto
si prende di pensione con 20 anni di contributi INPS. Relativamente
all’indennità di fine carriera TFR/TFS è utile porre alcune distinzioni utili a
capire come funziona la buonuscita degli insegnanti. I dipendenti del settore
pubblico, nella generalità dei casi, maturano il diritto a ricevere il TFS,
ossia il trattamento di fine servizio.
Quest’ultimo,
a sua volta, comprende tre differenti tipologie di liquidazione tra cui rientra
la cosiddetta indennità di buonuscita (IBU) che spetta ai lavoratori della
scuola. Secondo quanto prevede il D.L. n. 4/2019, i tempi di erogazione del
TFR/TFS possono variare e richiedere anche diversi anni prima della
liquidazione totale. In un precedente articolo abbiamo difatti spiegato quando
arrivano i soldi del TFS per i dipendenti pubblici che vanno in pensione INPS.
Ecco come
sapere quanto prenderà di TFR o TFS un insegnante che aspetta la buonuscita per
la pensione INPS 2022
In alcuni
casi i dipendenti statali possono richiedere un anticipo TFR/TFS il cui calcolo
si può effettuare grazie al servizio INPS reso noto dal messaggio n. 3436 del 12 ottobre 2021. L’ammontare
della buonuscita a cui il docente avrà accesso dopo il pensionamento
generalmente corrisponde a un dodicesimo dell’80% della retribuzione annua
lorda. Questa quota si moltiplica per il numero di anni di servizio maturati
fino al pensionamento per avere l’ammontare complessivo. Stando a queste
indicazioni, dunque, primo passo da compiere consiste nell’individuare la
retribuzione che l’insegnante ha percepito e dividerla per 12. Successivamente,
si moltiplica il valore ottenuto per 0,80.
L’importo
che si ricava dal calcolo si dovrà poi moltiplicare per il numero di anni di
servizio prestati nella propria carriera d’insegnamento. In tale maniera si
ottiene una quota indicativa del TFR/TFS.
Facciamo un esempio per capire meglio come
funziona il calcolo. Immaginiamo un insegnante che abbia una retribuzione pari
a 33.000 euro lordi e che abbia prestato servizio per 40 anni. In questo caso,
dividiamo per 12 la retribuzione di 33.000 euro, ottenendo un valore pari a
2.750. Moltiplichiamo 2.750 x 0,80 e per gli anni di servizio. In questa
maniera, sapremo che il TFR/TFS spettante dovrebbe corrispondere all’incirca a
88.000 euro.
martedì 28 dicembre 2021
Un servizio
Un Gruppo di denuncia e di servizio su Facebook
Dentro un social come Facebook ci si può stare in tanti modi,
più o meno utili per sé.
Il gruppo stop al furto delle buonuscite dei lavoratori di poste italiane ci sta per denunciare quel
che non va sulla Buonuscita e, al tempo stesso,
diventare una pagina di servizio.
Dentro ci trovate Rabbia e Ragionevolezza, Conoscenza e Collaborazione nell’affrontare
e perfino risolvere alcuni dei problemi che questa stortura normativa, UNICA nel panorama lavorativo, ha creato e continua
a creare ai lavoratori e agli ex dipendenti di Poste.
Tutto questo nell’indifferenza - se non fastidio - delle numerose organizzazioni
politiche e/o sindacali. (Sì, qualcuno, personalmente, c’è, ma non basta)
Nessuno nasce "imparato”: quando si vuole basta applicarsi.
Qui sotto mostriamo un piccolissimo estratto esemplificativo di ciò che non troverete altrove.
L’occasione delle festività di fine anno può essere l’occasione
per dare un’occhiata e passare parola.
Auguri!
venerdì 17 dicembre 2021
Dal 2022 interessi al 1,25% in caso di ritardato pagamento della Buonuscita-TFS
Dal 2022 crescono gli interessi in caso di ritardato pagamento della pensione e del TFS
Vittorio Spinelli. Giovedì, 16 Dicembre 2021
Lo certifica
il decreto del Ministero dell'Economia che fissa i tassi di interesse da applicare
a partire dal 1° gennaio 2022. Il tasso sale dallo 0,01% all'1,25%.
Dal prossimo anno tornano a salire gli interessi legali dovuti per il ritardo nei pagamenti dei contributi all'INPS. Da quella data, infatti, il saggio degli interessi legali, fissato allo 0,01% dal 1° gennaio 2021, sale all'1,25%.
Lo certifica il Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 13 Dicembre 2021 pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 297 del 15 dicembre 2021).
La vigente normativa (art. 2, comma 185, legge n.662/1996) stabilisce che il ministro può modificare la misura del saggio, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di stato di durata non superiore a 12 mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell'anno. L'ultima modifica del tasso si è registrata alla fine dello scorso anno quando il Ministero dell'Economia fissò, in riferimento all'anno 2021, il tasso di interesse in misura pari allo 0,01%. Dal prossimo anno, pertanto, tornano a salire le sanzioni dovute sui contributi previdenziali versati in ritardo da imprese e lavoratori e gli interessi sulle pensioni, prestazioni ed indennità corrisposte dall'Inps ai diretti interessati in ritardo rispetto alla prima data utile di decorrenza.Contributi
Per quanto riguarda i contributi la modifica ha effetti sulle ipotesi, previste dall'art. 116, comma 15, della legge n. 388/2000, di riduzione delle sanzioni civili fino alla misura prevista per gli interessi legali. Si tratta delle ipotesi del mancato e ritardato pagamento di contributi o premi derivanti da oggettive incertezze normative, per fatto doloso del terzo o per crisi aziendale (Circ. Inps 88/2002). Tale previsione è subordinata all'integrale pagamento dei contributi dovuti da parte del datore di lavoro.
In tale ipotesi i contributi con scadenza di pagamento a partire dal 1° gennaio 2022 saranno oggetto di una maggiorazione dell'1,25%. Per le esposizioni debitorie pendenti alla predetta data, tenuto conto delle variazioni della misura degli interessi legali intervenute nel tempo, il calcolo degli interessi dovuti dovrà essere effettuato secondo i tassi vigenti alle rispettive decorrenze (si veda tabella).
Pensioni
La modifica del tasso legale produce effetti anche con riferimento alle pensioni e alle prestazioni in pagamento dall'Inps (come ad esempio le prestazioni di fine rapporto e di fine servizio). In particolare il ritardato pagamento delle prestazioni in scadenza dal 1° gennaio 2022 sarà oggetto di un interesse legale pari allo 1,25%.
Fonte: PensioniOggi.it
L’esperienza degli anni precedenti
prova, la Gestione Commissariale Buonuscita eroga l’importo dovuto (immutato
dal 28/02/1998) anche OLTRE
i tre mesi aggiuntivi previsti per pagare il dovuto. Dal 2022 gli
interessi hanno un peso decisamente più significativo e bisogna farli
valere.
Se siete tra coloro che aspettano la Buonuscita nel 2022, pensateci adesso. Coinvolgete le vostre organizzazioni sindacali nazionali su questo problema affinché si muovano per tempo. Lamentarsene dopo non servirà.
Lo diciamo adesso perché – soprattutto tra
MARZO e APRILE – questa situazione
sarà palese anche ai ciechi e sordi.
Per avere un’idea di cosa si
tratta, scorrete i post del nostro
Blog scritti negli anni precedenti in quei mesi.

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