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mercoledì 16 gennaio 2019

A tutti gli ex dipendenti di Poste

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Previdenza e pensioni

ESODI INCENTIVATI. RICALCOLO DELL'ALIQUOTA DA PARTE AGENZIA DELLE ENTRATE.

16 GENNAIO 2019
Al momento della collocazione in esodo dei lavoratori, Poste Italiane calcola sugli importi erogati una tassazione separata del 23%.
L’Agenzia delle Entrate, entro 4 anni dalla chiusura del rapporto di lavoro, opera un controllo sull’imposta trattenuta alla fonte e versata dal datore di lavoro sulle competenze di fine rapporto, determinando la corretta aliquota da applicare e richiedendo (o restituendo) l’eventuale differenza a conguaglio.
L’importo erogato a titolo di incentivo all’esodo, al pari del TFR e della Buonuscita, è un’indennità che ha carattere di formazione pluriennale, commisurato cioè all’intera durata del rapporto di lavoro ed assoggettato alle stesse regole di tassazione del TFR.
Deve quindi essere determinata, come per il TFR, la quota ante e post 01/01/2001, in quanto tali periodi hanno differenti metodi di calcolo dell’imposta dovuta.
L’Agenzia nel fare la “spalmatura” dell’importo erogato a titolo d’incentivo, suddividendolo pro quota come sopra descritto, prende in considerazione solo il TFR, che com’è noto viene accantonato soltanto dal 01/03/1998 data di trasformazione di Poste Italiane in S.p.A., tralasciando il periodo dall’assunzione al 28/02/1998, per il quale ai dipendenti di Poste spetta la Buonuscita.
Negli atti dell’Agenzia risulta quindi, per tutti i dipendenti di Poste Italiane, come data di assunzione il 1° marzo 1998 anziché quella reale. Questo determina che l’incentivo “spalmato” nel periodo ante 01/01/2001 (al quale si applica la tassazione più bassa) sia una parte minima (circa il 10/15% del totale), mentre tutto il resto va a sommarsi all’importo del TFR dal 01/01/2001 in poi che è assoggettato alla tassazione in vigore per quel periodo.
Tale anomalia provoca, con chiara evidenza, un ricalcolo errato e talvolta molto oneroso, avverso il quale gli interessati possono fare opposizione richiedendo il riesame mediante la presentazione del modulo di richiesta di autotutela.
Tale diritto può essere esercitato anche sugli importi già pagati a meno che non siano trascorsi più di 48 mesi dalla ricezione della cartella da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Cordiali saluti
IL SEGRETARIO GENERALE SLP-CISL LUCA BURGALASSI
IL RESP.LE NAZ.LE PENSIONATI SLP-CISL ALBERTO FERRARI 
In allegato:
a) Modulo di RICHIESTA DI ESERCIZIO DI AUTOTUTELA
b) Esempio di compilazione della richiesta di esercizio di autotutela
c) Nota esplicativa della richiesta di esercizio di autotutela (da allegare)
d) Esempio di ricalcolo di un dipendente assunto il 14/05/1981 e cessato il 31/12/2014
e) Cartella dell’Agenzia delle Entrate inviata allo stesso dipendente con ricalcolo (errato) degli importi dovuti
f) Istanza di rimborso Irpef tassazione separata (per coloro che hanno già pagato)

domenica 13 gennaio 2019

A proposito di Buonuscite

Segnaliamo questo articolo che riguarda le buonuscite dei pubblici dipendenti, di cui si discute a causa delle nuove "attenzioni" da parte del governo.

Buonuscita statali, parola alla Consulta: mina da 15 miliardi

Sabato 12 Gennaio 2019
di Andrea Bassi
La buonuscita dei dipendenti pubblici rischia di diventare una mina sui conti pubblici. La norma che posticipa fino a 24 mesi il pagamento della liquidazione agli statali, è da tempo sotto esame della Corte Costituzionale dopo un ricorso presentato dal sindacato Unsa. E la decisione potrebbe arrivare in tempi brevi, sicuramente entro l'anno. Se la Consulta dovesse dichiarare illegittimo il pagamento posticipato delle liquidazioni, si aprirebbe immediatamente nei conti pubblici del 2019 un buco di 2,3 miliardi di euro. Ma una pronuncia in tal senso renderebbe poco sostenibile anche lo slittamento fino a 5 anni del versamento della buonuscita per i dipendenti che useranno lo scivolo di Quota 100, il pensionamento con 62 anni di età e 38 di contributi. In questo caso le cifre diventerebbero decisamente più rilevanti.
(...)
L'ONERE
Secondo le stime del governo ci sono 126 mila statali che anticiperanno quest'anno l'uscita utilizzando il nuovo scivolo. Liquidare il loro Tfs tutto nel 2019 costerebbe 9,5 miliardi di euro al lordo delle ritenute Irpef. Insomma, in totale, se tutte le buonuscite fossero pagate quest'anno, lo Stato dovrebbe caricarsi un onere di quasi 20 miliardi di euro. Difficilmente sostenibile.
Nei giorni scorsi sono arrivati alla Consulta gli atti di costituzione dell'Inps e dell'Avvocatura generale dello Stato, a nome della Presidenza del Consiglio, nei quali si anticipano le linee di difesa del governo e dell'Istituto di previdenza per evitare che la Corte dichiari incostituzionale il decreto 78 del 2010 che ha introdotto il congelamento fino a due anni delle buonuscite. Sia l'Inps che la Presidenza, sottolineano chiaramente un concetto: il differimento nel tempo del pagamento della liquidazione degli statali è stato un sacrificio necessario per garantire l'equilibrio finanziario dello Stato. E inoltre, sostengono, le buonuscite non sono state tagliate, ma solo posticipate nel tempo. Nemmeno ci sarebbe disparità di trattamento con i dipendenti privati, che invece ricevono subito il loro Tfr al momento del pensionamento, perché la liquidazione degli statali avrebbe un meccanismo di calcolo più favorevole.

IL GIUDIZIO
«Il rinvio del pagamento delle buonuscite», dice Massimo Battaglia, segretario generale Unsa, «è ormai diventato una misura strutturale, non ha più nessun legame con la crisi economica contingente. E poi», aggiunge, «non è vero che i dipendenti pubblici non ci perdono niente, ci perdono sicuramente la rivalutazione del capitale che non viene riconosciuta. Un problema», conclude, «destinato ad aggravarsi con lo slittamento di cinque anni previsto per chi utilizzerà lo scivolo di Quota 100».
Il governo, nel frattempo, sta studiando un modo per permettere che gli statali possano ottenere con un anticipo dalle banche i soldi della liquidazione. Se la somma riconosciuta fosse intera e gli interessi fossero completamente a carico dello Stato, il prestito potrebbe far venire meno anche il contendere davanti alla Corte, realizzando nella sostanza, lo stesso obiettivo della cancellazione della legge. Ma non sembra, almeno per ora, che la soluzione possa essere questa. L'accordo con le banche potrebbe comportare solo un rimborso parziale degli interessi a carico dei pensionandi pubblici, o l'anticipo solo di una percentuale della liquidazione. E allora la spada di Damocle dei giudici resterebbe sulla testa del provvedimento.
(Fonte)
 

mercoledì 2 gennaio 2019

Calendario

L'anno comincia con gli auguri di rito. 
Veniamo da un 2018 passato a tessere rapporti.
Come tutti gli altri, anche gli emendamenti dell'On. Fassina e della Sen. Parente sulla Buonuscita non sono stati neppure discussi, così come le tre interrogazioni dell'On. Rizzetto, Sen. Laforgia, Sen Parente sono ancora senza risposta. Lasciamo a ciascuno le proprie considerazioni. 
Chiediamo anche a ciascuno di voi la volontà che chiediamo ai nostri interlocutori istituzionali e sociali perché nessuno si muoverà di propria spontanea volontà per trovare una soluzione a questa ingiustizia che continua da 21 anni e che nessun altro dipendente pubblico o privato ha subito.

 Noi ci impegneremo perché sia un BUON ANNO e voi?

giovedì 13 dicembre 2018

Un passettino

Nella seduta della Commissione Lavoro del Senato svoltasi ieri la Sen. Annamaria Parente ha sottoposto un Ordine del Giorno che ancora una volta chiede l'attenzione del Governo sul problema della mancata rivalutazione della Buonuscita dei postali.
L'OdG è stato riformulato ed approvato in un "testo 2" che riportiamo di seguito, estratto dal resoconto sommario della seduta n. 61 del 12/12/2018 nella parte che ci riguarda.

Dal punto di vista normativo nulla è cambiato. Tocca a ciascuno di noi fare in modo che questo impegno sia seguito da atti concreti in senso riparativo. 

11ª Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale)
Commissione 11ª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) - Seduta n. 61
Notturna
Mercoledì 12 Dicembre 2018      (20,20 - 21,25)
Presidenza:     CATALFO

Presenti per il governo:   Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali DURIGON
Sede consultiva
- 981-bis - Tabb. 4 e 4-bis - Legge di bilancio per il 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021
Rapporto alla 5a Commissione

Relatore:        MATRISCIANO

Trattazione:   Seguito e conclusione dell'esame. Rapporto favorevole con osservazioni.
Alla scadenza del termine sono stati presentati 19 ordini del giorno.
Sono stati respinti gli ordini del giorno G/981/sez I/1/11, G/981/sez I/2/11, G/981/sez I/10/11, G/981/sez I/14/11, G/981/sez I/15/11.
Sono stati riformulati in un testo 2 e accolti gli ordini del giorno G/981/sez I/3/11, G/981/sez I/7/11, G/981/sez I/8/11, G/981/sez I/11/11, G/981/sez I/13/11.
Sono stati accolti dal Governo gli ordini del giorno G/981/sez I/4/11, G/981/sez I/5/11, G/981/sez I/6/11, G/981/sez I/9/11, G/981/sez I/16/11, G/981/sez I/17/11, G/981/sez I/18/11, G/981/sez I/19/11
E' stato accolto dal Governo come raccomandazione l'ordine del giorno G/981/sez I/12/11
Sono stati presentati due schemi di rapporto contrario rispettivamente dai senatori PATRIARCA, PARENTE, LAUS e NANNICINI, e dai senatori FLORIS, TOFFANIN, CARBONE e DE POLI.


G/981 sez I/8/11 (testo 2)
Accolto dal Governo
L'11a Commissione permanente,
in sede di esame del disegno di legge recante "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021" (A.S. 981),
premesso che:
il comma 139 istituisce presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un fondo denominato Fondo per la revisione del sistema pensionistico attraverso l'introduzione di ulteriori forme di pensionamento anticipato e misure per incentivare l'assunzione di lavoratori giovani, con lo scopo di attuare interventi in materia pensionistica per l'introduzione di ulteriori modalità di pensionamento anticipato e di misure per incentivare l'assunzione di lavoratori giovani;
in data 28 febbraio 1998 l'ente Poste italiane è stato trasformato in società per azioni;
l'articolo 53, comma 6, della legge del 27 dicembre 1997, n. 449, con la finalità di provvedere alla liquidazione delle indennità di buonuscita maturata fino alla data del 28 febbraio 1998 dai lavoratori dell'amministrazione postale prima del passaggio di Poste italiane in società per azioni, stabilisce quanto segue: «A decorrere dalla data di trasformazione dell'Ente Poste Italiane in società per azioni (...) al personale dipendente della società medesima spettano (...) il trattamento di fine rapporto di cui all'articolo 2120 del codice civile e, per il periodo lavorativo antecedente, l'indennità di buonuscita maturata, calcolata secondo la normativa vigente prima della data di cui all'alinea del presente comma», ovvero che la prestazione debba essere calcolata sulla base dei valori retributivi utili in vigore al 28 febbraio 1998;
considerato che:
a tutti i dipendenti, sia pubblici che privati, viene riconosciuta la rivalutazione monetaria dell'indennità di buonuscita, essendo questa riconosciuta per legge;
ancora oggi l'importo della buonuscita viene liquidato ai lavoratori postali senza alcuna forma di rivalutazione;
tenuto conto che:
rispondendo all'interrogazione 5-11009 del 30 marzo 2017 presso la XI Commissione permanente della Camera il 18 maggio 2017, il Governo ha reso noto che i lavoratori postali in forza alla data del 28 febbraio 1998 erano 219.601, di questi 76.754 risultavano ancora dipendenti postali mentre agli altri 142.847 cessati dal servizio era già stata liquidata l'indennità di buonuscita non rivalutata dal 1998; l'ammontare della rivalutazione monetaria e degli interessi eventualmente riconoscibili a tutti gli interessati sarebbe pari a 907.261.000 euro, mentre l'ammontare complessivo delle indennità di buonuscita che dovranno essere liquidate fino al 2040 è di 939.972.000 euro,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda adottare iniziative, anche di natura normativa, che consentano ai lavoratori di Poste italiane SpA, sia a quelli cessati che a quelli ancora in servizio, di usufruire di un costante aggiornamento del valore dell'indennità di buonuscita, al pari di tutti gli altri lavoratori, sia pubblici che privati;
impegna il Governo:
a valutare l'opportunità di prevedere, attraverso atti di propria competenza, misure che consentano ai lavoratori di Poste italiane SpA, sia a quelli cessati che a quelli ancora in servizio, di usufruire di un costante aggiornamento del valore dell'indennità di buonuscita, al pari di tutti gli altri lavoratori, sia pubblici che privati.


martedì 11 dicembre 2018

Legge di Bilancio 2019: emendamento della Sen. Annamaria Parente

Emendamento al Senato

Dopo la votazione della fiducia alla Camera che ha vanificato molti emendamenti, tra i quali quello che ci riguardava, la Legge di Bilancio 2019 sarà in discussione al Senato. È possibile presentare emendamenti entro le ore 12 del 12/12/2018.
Vogliamo segnalare che - coerentemente con quanto ci disse nell'incontro che avemmo il 13/09/2018 - la Sen. Annamaria Parente ha presentato l'emendamento 1.1135 riportato di seguito.
Di questo la ringraziamo perché - oltre all'interrogazione presentata (ancora senza risposta) - anche questo obbliga il Governo ad affrontare il problema della mancata rivalutazione della Buonuscita dei postali e a fare una scelta.
Così come lo abbiamo chiesto alla Sen. Parente (e ad altri parlamentari che avessero voglia di starci a sentire) anche a te che ci stai leggendo questo post chiediamo di fare la tua piccola parte chiedendo al parlamentare e/o alla forza tua politica di riferimento di misurarsi con questo nostro problema.


A.S. 981
Art. 1.

Dopo il comma 147, aggiungere il seguente:

147-bis. Al fine di riconoscere gradualmente la rivalutazione del trattamento di quiescenza sia dei lavoratori cessati che di quelli ancora in servizio di Poste Italiane s.p.a., viene istituito un apposito Fondo presso il Ministero dell'economia e delle finanze con una dotazione finanziaria pari a 91 milioni di euro annui dal 2019 al 2027 e pari a 9 milioni di euro annui dal 2028 al 2040.
147-ter. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, stabilisce le norme attuative per la rivalutazione di cui al comma 147-bis nel limite delle somme del predetto Fondo.

Conseguentemente, all'articolo 1, comma 139, sostituire le parole: "6.700 milioni di euro per l’anno 2019, a 7.000 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, a 6.999 milioni di euro per l’anno 2023 e a 7.000 milioni di euro a decorrere dall’anno 2024" con le seguenti "6.609 milioni di euro per l’anno 2019, a 6.909 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, a 6.908 milioni di euro per l’anno 2023 e a 6.909 milioni di euro a decorrere dall’anno 2024".


martedì 20 novembre 2018

L'emendamento alla Legge di Bilancio

In questi giorni è all'esame della Camera dei Deputati il Disegno Di Legge 1334 (Legge di Bilancio).
Vogliamo mettervi al corrente dell'emendamento 21. 033 a prima firma dell'On. Stefano Fassina che ringraziamo per la coerenza.
Ecco il testo che ha superato l'esame di ammissibilità in Commissione V (Bilancio) e quindi sarà oggetto di votazione tra giovedì 22 e venerdì 23/11/2018.
Sono capaci tutti di fare politica a parole, ma questo passaggio obbliga ciascuno ad esprimersi a favore o contro.


  Dopo l'articolo 21, aggiungere il seguente: 
Art. 21-bis.
(Fondo per la rivalutazione del trattamento di quiescenza per i lavoratori della società Poste Italiane s.p.a.)
1. Al fine di riconoscere gradualmente la rivalutazione del trattamento di quiescenza sia dei lavoratori cessati che di quelli ancora in servizio di Poste Italiane s.p.a., viene istituito un apposito Fondo presso il Ministero dell'economia e delle finanze con una dotazione finanziaria pari a 91 milioni di euro annui dal 2019 al 2027 e pari a 9 milioni di euro annui dal 2028 al 2040.
  2. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, stabilisce le norme attuative per la rivalutazione di cui al comma 1 nel limite delle somme del predetto Fondo.
  Conseguentemente, all'articolo 90, sostituire il comma 2 con il seguente:
  2. Il Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, è incrementato di 159 milioni di euro per l'anno 2019, di 309 milioni di euro annui fino all'anno 2027 e di 391 milioni di euro a decorrere dall'anno 2028.
21. 033. Fassina, Pastorino, Epifani, Fornaro.

lunedì 22 ottobre 2018

Incontro con On. Comaroli

Non ci fermiamo mai.
On. Silvana Comaroli
Venerdì 19/10/2018, abbiamo avuto il piacere di incontrare l’on. Silvana Comaroli (Lega), membro della Commissione Bilancio della Camera.
Ricordiamo che l’On. Comaroli fu tra i parlamentari che sottoscrissero la risoluzione parlamentare del 2012 sulla Buonuscita (prima firmataria On. Lucia Codurelli).
Nel corso del colloquio, molto cordiale ed informale, abbiamo avuto modo di rappresentarle il “nostro” problema, di tutto ciò che abbiamo fatto sinora, delle risposte ottenute a livello parlamentare e di governo, dei pronunciamenti che si sono susseguiti nel tempo da parte dei diversi Organi Giudiziari, delle iniziative attualmente in essere – tra cui il ricorso pendente davanti al Giudice del Tribunale di Roma - e le nostre speranze al riguardo.
L’on. Comaroli, che ringraziamo pubblicamente per lo spazio riservatoci, è apparsa subito ben disposta all’ascolto, per quanto preoccupata per la cifra complessiva, stimata, come si ricorderà in circa 907 milioni, per soddisfare rivalutazione ed interessi sulla nostra Buonuscita.
Nel precisare di non promettere “la soluzione”, non avendola e non rientrando tra i suoi poteri, si è tuttavia impegnata a cercare di coinvolgere anche altri parlamentari, di provenienza trasversale rispetto alla attuale formazione governativa, perché la prossima legge di Bilancio possa prevedere qualche intervento a nostro favore.
Continuiamo a sperare e a lottare.

lunedì 15 ottobre 2018

In sintesi

Ancora una volta notiamo l'attenzione dell'UGL Regionale del Veneto sulla Buonuscita. 
Nel suo notiziario informa in sintesi, ma in modo efficace, anche su cosa si sta facendo sulla Buonuscita.