Per i dipendenti Postali il valore della BUONUSCITA è stato fissato al 28 febbraio 1998. Quell'importo viene liquidato al lavoratore SENZA ALCUNA FORMA DI RIVALUTAZIONE. Questo ingiusto trattamento riguarda SOLO i Postali. Perché 219.601 lavoratori non hanno diritto all'intero trattamento retributivo differito, come tutti gli altri ? Mettiamo in comune i documenti, facciamo conoscere le iniziative intraprese e quelle che si vorranno intraprendere per contrastare questa ingiustizia.
Indirizzo e.mail
lunedì 4 ottobre 2021
lunedì 27 settembre 2021
Angelo, un impegno generoso.
Uno che non molla mai.
A Cisterna e a Latina non
può passare un politico di rilievo senza che Angelo gli ricordi la vicenda
della Buonuscita-TFS dei postali maturata al 28/02/1998 e da allora mai
rivalutata. Questo nonostante abbia notevoli problemi fisici e familiari.
-
A Durigon
(Lega), allora sottosegretario al Ministero del Lavoro, il 18/02/2019 regalò
una maglietta-ricordo pluri XL con la scritta: «RIVALUTARE la Buonuscita (TFS) dei postali
BLOCCATA dal 28/02/1998». Insieme al “gadget” (pagato di tasca
propria), Angelo gli consegnò una lettera con la richiesta di incontro
sull’argomento. NESSUNA
RISPOSTA.
-
Sempre a Durigon il 04/08/2021 consegnò una lettera del nostro Comitato con
la richiesta di incontro (reiterata al MEF dove era sottosegretario): NESSUNA RISPOSTA
né da sottosegretario né da parlamentare componente della commissione Lavoro
della Camera.
In questi giorni di
campagna elettorale si è armato di pazienza e ha consegnato ai seguenti
personaggi politici la lettera che il nostro Comitato ha redatto con la
richiesta di incontro.
-
Il 24/09/2021 a Giuseppe Conte, tramite il candidato sindaco del M5s, la stessa che
a Trieste il candidato consigliere Barburini ha consegnato il 17/09/2021 alla
Vice Ministro MEF Castelli con la
richiesta di incontro reiterata via e-mail al MEF il 20: TUTTO VANO, nonostante avesse
promesso almeno una telefonata.
- Il 25/09/2021 consegna nella mani dell’eurodeputato Rinaldi (Lega) 2 lettere del nostro Comitato (una per lui ed una per Salvini) con la richiesta di incontro. NESSUN ESITO, nonostante il «Si può fare».
-
Oggi tocca a Brunetta, Ministro della Pubblica Amministrazione, e arriverà il
turno della Meloni.
Angelo
non è l’unico ad agire nel proprio territorio, ma è l’unico che lo fa con la
metodica continuità di chi è pienamente cosciente della grave ingiustizia
subita dai postali. Non ha “timori reverenziali” nel chiedere giustizia e coerenza
a chi parla di “giustizia” e/o “nessuno resterà indietro”.
Quanto
all’esito di queste richieste di incontro, ciascuno tiri le proprie
conclusioni.
Gli improperi detti tra di noi e online non servono. Servono maggiori
disponibilità personali con politici e giornalisti.
Insomma…
servono più
persone come Angelo.
Nel frattempo… Nell’udienza di domani a Roma la Corte D’Appello deciderà sulla nostra richiesta di inviare gli atti alla Corte di Giustizia Europea.
Buonuscita-TFS dei dipendenti
postali non rivalutata dal 28-02-1998
La
Buonuscita, spettante invece per il periodo antecedente, quello cioè “pubblico”
- dalla data di assunzione di ciascun dipendente e sino a quella del 28/02/1998
- è stata invece “Congelata”; in
poche parole, viene erogata anch’essa al termine del rapporto di lavoro con
Poste Spa – ad essere precisi, a partire dal 2011 due anni dopo - senza tuttavia alcuna forma di
riconoscimento di rivalutazione monetaria o interesse.
Tra chi è
transitato dal regime di diritto “pubblico” a quello “privato”, quella dei postali è l’unica categoria cui
non è stato riconosciuto il diritto alla rivalutazione. Ad esempio, la
Buonuscita dei ferrovieri, è stata regolarmente “travasata” nel loro nuovo TFR,eppure
la privatizzazione è stata decisa con la stessa legge.
Il
contenzioso giudiziario ha portato ad un esito a noi avverso, con 3 sentenze
della Cassazione e 2 pronunciamenti della Corte Costituzionale che, in pratica,
sanciscono che “va bene così”.
Ma l’ingiustizia subita dai lavoratori postali è evidente
ed innegabile!
Il fatto
che in passato la Corte Costituzionale abbia affermato che l’art. 53, co. 6,
della L. n. 449 del 1997 non sia contrario agli artt. 3, 36 e 38 della
Costituzione, non significa che la norma sia giusta. Infatti, il Legislatore
italiano ha sempre salvaguardato il potere d’acquisto dell’intero trattamento
retributivo differito, connesso all’anzianità, di tutti i lavoratori
interessati dalle riforme. ECCETTO CHE PER I LAVORATORI POSTALI.
La norma
sarà anche legittima e costituzionale ma, secondo il diritto naturale, è SENZA
OMBRA DI DUBBIO NON GIUSTA: le conseguenze della trasformazione coattiva del
rapporto di lavoro – da pubblico a privato - ricadono ingiustamente sui bilanci
dei dipendenti di poste e delle loro famiglie.
Al di là
dei contorsionismi interpretativi di legge, è chiaro a chiunque che un importo
calcolato al 28 febbraio 1998 non ha lo stesso valore tanti anni dopo. E più
passa il tempo, minore è il potere di acquisto di quella identica, “immobile”,
somma accantonata quale Buonuscita-TFS.
In ogni
legislatura sono state presentate interrogazioni parlamentari, che
chiedono conto di questa stortura, e presentati emendamenti alle Leggi
di Bilancio.
Nel corso
del tempo sono state approvate 2
risoluzioni parlamentari:
-
la prima 7-00707 (poi 8/00153) il 24/01/2006;
-
la seconda,
del 6/11/2012 è la risoluzione
n. 7-00635 firmata dagli Onorevoli Codurelli,
Damiano, Boccuzzi, Rampi, Berretta, Schirru, Madia e Comaroli .
Ci si arrivò dopo l’audizione delle Organizzazioni Sindacali il 31/5/2012, successiva ai pronunciamenti delle Corti.
Con
l’approvazione di quest’ultima - che teneva conto delle valutazioni tecniche
presentate dal Dr. Michele Martone, Vice Ministro al Lavoro nel Governo
Monti - si impegnava il Governo «ad
intervenire con adeguate quanto
repentine iniziative, anche di natura normativa, al fine di individuare una
soluzione che consenta ai lavoratori di Poste spa di usufruire di un costante
aggiornamento del valore dell'indennità di buonuscita, nonché per consentire il
diritto alla corresponsione della buonuscita di detti lavoratori, pur in
costanza del rapporto di lavoro…»
Impegno
importante non onorato a causa della chiusura anticipata della legislatura.
A nulla è
valso il richiamo alla Prof.ssa Fornero e al Dott. Martone con lettera del
10-4-2013 con la quale l’ormai ex On. Lucia Codurelli richiamava al rispetto di
quell’impegno, ribadito il 25-5-2013 anche al nuovo Ministro del Lavoro, Prof.
Giovannini, al suo vice, On. Cecilia Guerra e al Sottosegretario On. Carlo
Dell’Aringa.
A partire
dal Ministro Giovannini (Governo
Letta) ad ogni interrogazione sulla mancata attuazione della risoluzione 7-00635 (poi 8/00208) del 6/11/2012, il Governo ha risposto: «… i vincoli posti dall'attuale quadro
finanziario di riferimento non hanno
sinora consentito al Governo di introdurre modifiche all'attuale disciplina
in materia di buonuscita, sì da poter dare attuazione all'impegno sopracitato…». Parole che, con quel “sinora”, pur tra le
difficoltà del quadro finanziario, lasciano
trasparire una chiara volontà politica favorevole ad una risoluzione
positiva.
I
numeri? Sono stati resi noti dalla risposta della Sottosegr. Franca Biondelli
all’interrogazione dell’on. Walter Rizzetto nella scorsa legislatura.
«… i lavoratori postali
cessati dal servizio, a cui è già stata liquidata l'indennità di buonuscita dal
1998 ad oggi, sono 142.847; i
lavoratori postali tuttora in servizio, per i quali deve ancora maturare il
diritto all'indennità di buonuscita, sono 76.754;
l'ammontare complessivo della rivalutazione monetaria e degli interessi
eventualmente riconoscibili a tutti i soggetti interessati, sia cessati che
ancora in servizio, è pari a 907.261.000
euro; l'ammontare complessivo delle indennità di buonuscita che dovranno essere
liquidate nel corso dei prossimi anni (e, in particolare, per il periodo dal
2017 al 2040) è pari a 939.972.000
euro.
Sappiamo
che la somma spaventa a prescindere, ma una “rateizzazione” nel tempo
supererebbe sia l’improponibile “Tutto e
subito”, sia l’inaccettabile “Niente
e per sempre”.
Il 17/01/2019 abbiamo incontrato la Sen. Nunzia Catalfo, allora
Presidente della Commissione Lavoro, presente il Dr. Forlivesi, che pareva
essersi presa a cuore la nostra questione, ma che da Ministro del Lavoro non abbiamo
più potuto contattare. Prima di lei tentammo inutilmente di incontrare il
Ministro Di Maio.
In Via Fornovo, il 13/9/2018 abbiamo incontrato il Dottor Fontana
(capo segreteria di Durigon, sottosegretario al Lavoro). Da allora, la promessa
di risentirci ed i numerosi solleciti, scritti e telefonici, sono stati vani.
Per noi
questa è una “truffa” ancora più grave dei “truffati dalle banche”
(su cui il governo Conte 1 ha ritenuto giusto intervenire) perché nel nostro
caso è “colpa” dello Stato.
Per
inciso. Se la Buonuscita fosse stata liquidata allora, anche l’imponibile fiscale sarebbe stato
minore (c’erano maggiori riduzioni) e l’aliquota era al 18,5% (ora al 23).
Non chiediamo un privilegio. Se per il periodo “pubblico” siamo parificati
ai dipendenti pubblici nei tempi di erogazione del TFS, perché questo non vale
anche la sua rivalutazione?
Problemi
di Bilancio ci saranno sempre: ciò che conta è l’effettiva volontà di correre
ai ripari.
In
questi anni ci hanno sempre detto che – pur volendo - i soldi non c’erano e i
motivi erano forti: terremoti, alluvioni, crisi mondiali, crisi bancarie, crisi
aziendali, ecc., ma - contemporaneamente - questo non ha impedito scelte
onerose per altre spese “voluttuarie” o “politiche” o “colpi di spugna” come
nel 2014 per il rientro dei capitali dall’estero; 2016 “rottamazione delle
cartelle”; 2017 “rottamazione bis”; 2019 “rottamazione ter” 2021 “rottamazione
cartelle fino a 5.000 €uro.
Il tutto
mentre per noi cittadini e contribuenti corretti non si riesce a trovare una
soluzione che ci parifichi a tutti gli altri lavoratori, sia pubblici, sia
privati.
Crediamo
che una parola data è credibile solo se mantenuta e che per amore di giustizia,
una soluzione (“rateizzata” o con altre modalità) si possa e si debba trovare. Se non si manifesta la precisa volontà
di passare effettivamente dalle parole alle azioni, i soldi per noi non ci
saranno mai!
Grazie.
per Comitato Buonuscita PT
(…)
mercoledì 22 settembre 2021
Grazie, Manuela e Michele
Grazie, Manuela e Michele
Manuela Marino a Roma e Michele Musina
ad Orgosolo (NU) hanno lottato fino alla fine, non solo contro la terribile
malattia che li ha tolti all’affetto dei propri cari, ma anche per la
rivalutazione della Buonuscita.
Sono andati oltre l’inefficace mugugno
per l’ingiustizia subita dai Postali ai quali non è riconosciuta la
rivalutazione di quanto maturato al 28/02/1998: hanno aderito al Comitato
Buonuscita PT e, convintamente, anche alla proposta di ricorrere alla Corte di
Giustizia Europea.
Il sorriso amaro e quasi incredulo di
chi subisce - oltre al mancato riconoscimento di un’ingiustizia - anche la
richiesta del pagamento delle spese processuali richiesto da Poste e dal Fondo
Buonuscita (non dagli altri 2 convenuti), non li ha fatti recedere dal
richiedere giustizia ed hanno deciso di proseguire nei gradi di giudizio (la prossima udienza è prevista il 28/09/2021 alle 11:00).
Brevemente ne tracciamo il profilo perché sono persone rette, corrette, esemplari, disposte a lottare contro questa palese ingiustizia.
Manuela Marino
Nella
sua adesione alle iniziative del Comitato
Buonuscita PT non ha mai fatto menzione del suo ruolo dirigenziale in
Poste.
Chi
mostra di attenersi all’argomento senza presentarsi con le medaglie in bella
mostra dà il senso della misura a cui si attiene.
La
sua adesione a tutte le iniziative proposte e le sue parole sono state un incoraggiamento.
Mai
ha fatto trasparire l’altra sua lotta, tranne nella sua ultima e-mail con la quale
confermava la volontà chiedere alla Corte d’Appello di inviare
pregiudizialmente gli atti alla Corte di Giustizia Europea. In fondo, però,
sperava ancora che “chi di dovere” accogliesse le nostre ragioni.
Il
suo esempio va oltre il triste 14/09/2019.
Buona
parte della presenza del Comitato Buonuscita
PT in quella parte di Sardegna è stata possibile grazie alla sua tenacia.
Ha insistentemente cercato politici e giornalisti per esporre le nostre ragioni senza
lasciarsi scoraggiare dal loro negarsi per incompetenza o menefreghismo.
Si
è messo in cammino ed ha portato altri ad iniziare il percorso che ci porterà
ad ottenere il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea.
Una
forza che sentiamo presente anche dopo il 25/07/2021.
Con loro che l’hanno fatto fino in
fondo vorremmo ripetere:
«Chi lotta può perdere, ma chi non
lotta ha già perso».
domenica 15 agosto 2021
Energie positive
ricordo bene la questione delle altre indennità erogate da Poste Italiane sulla quale abbiamo avuto modo di confrontarci qualche anno addietro.
Relativamente alla comunicazione ricevuta dal sig. ...omissis... volevo rassicurarla che abbiamo appena contattato i colleghi dell’Ufficio di ...omissis... spiegando loro nel dettaglio la problematica al fine di effettuare le necessarie rettifiche.
Nel restare a disposizione per ogni eventuale necessità, la saluto cordialmente.
Pasquale Palmisani
Agenzia delle Entrate
Divisione Servizi - Direzione Centrale Servizi Fiscali
Capo Ufficio Controllo dichiarazioni
13 agosto
martedì 10 agosto 2021
La lettera di Michele Costantino al Direttore dell'Agenzia delle Entrate
Il 25 luglio 2021 avevamo chiesto alle OOSS di scrivere al Direttore Generale dell'Agenzia delle entrate perché... « L’atipica situazione dei Postali (unico rapporto di lavoro: Buonuscita fino al 28/02/1998 e TFR da quella data in poi) deve tornare ad essere evidente anche all’Agenzia delle Entrate». Non avendo ricevuto riscontri ed essendo necessario questo passaggio Michele Costantino ha nuovamente preso carta e penna per palesare il problema.
Spett/le Direttore, Avvocato Ernesto Maria Ruffini.
lunedì 9 agosto 2021
Ai dipendenti postali
In questa
sede, vorremmo “prepararvi” riguardo a ciò che vi potrebbe accadere una volta
cessato il vostro rapporto di Lavoro. L’importo della Buonuscita che vi sarà
liquidato – nella maggior parte dei casi – 27 mesi dopo tale evento, sarà
quello maturato alla data del 28 febbraio 1998, ultimo giorno di rapporto di
diritto pubblico con la ex Amministrazione P.T., senza ALCUNA RIVALUTAZIONE
MONETARIA. Come se non bastasse, entro il quinquennio e di norma due anni dopo
l’avvenuta liquidazione della Buonuscita, la sezione dell’Agenzia delle
Entrate, competente per territorio, effettua il ricalcolo della tassazione
applicata da Poste riguardo a TFR ed eventuale Esodo incentivato, oltre a
quella sulla Buonuscita. Ecco, sappiate che molto spesso questi ricalcoli sono
errati, con richieste di conguagli, anche di migliaia di euro, a scapito dei
lavoratori. Il meccanismo non è semplice da spiegare, dovete solo crederci,
perché lo sperimentiamo ogni giorno, in ambito nazionale, sulla nostra pelle. E
capiterà anche a voi, se “QUALCUNO” non si adopererà perché tale situazione
venga risolta una volta per tutte! Noi, come Comitato vigiliamo e ci rendiamo
disponibili per consigliare le modalità da seguire per non vedere falcidiata,
per di più ingiustamente, la nostra Buonuscita, già non rivalutata! Ma chi non
sa paga, e credeteci, quelli che non sanno sono davvero tanti….
Gli
“esperti” del Comitato sono ora subissati da migliaia di richieste di
consulenze (svolte gratuitamente e con competenza accollandosi volontariamente
un ruolo di supplenza per un ruolo che pensiamo dovrebbe essere proprio del
Sindacato): abbiamo chiesto un intervento alle Segreterie Nazionali di quello
che una volta era il “nostro” Sindacato. Ma, evidentemente, una volta che siamo
cessati di essere “postali” non meritiamo alcuna attenzione. Ma voi che lo siete
ancora avete la possibilità di far sentire, OGGI, la vostra voce: basterebbe
una presa di posizione nei confronti del Direttore Centrale dell’Agenzia delle
Entrate perché emani nuovamente disposizioni univoche su
tutto il territorio Nazionale. Sino a qualche mese fa, ci eravamo riusciti;
poi, cambiato il Responsabile, le Agenzie territoriali dell’AdE hanno ripreso a
comportarsi in maniera difforme pur in presenza della stessa, medesima,
fattispecie: il ricalcolo della liquidazione ai dipendenti di Poste. E, come
dicevamo prima, sempre, naturalmente, a loro discapito.
Datevi da
fare oggi, domani sarà sicuramente troppo tardi!
sabato 7 agosto 2021
Quando la politica vuole...
I Consiglieri Regionali della Puglia hanno votato all'unanimità il ripristino della loro Buonuscita.
Per noi postali, invece, la Politica non c'è.
Solo la nostra Buonuscita-TFS resta senza rivalutazione dal 28/02/1998.
Puglia, i consiglieri
regionali si fanno da soli
il regalo di Ferragosto:
una "buonuscita"
da 4 milioni di euro
di Isabella Maselli
Maggioranza e opposizione hanno votato all'unanimità il ripristino di una indennità abolita nel 2013: l'assegno di fine mandato. L'aula ha dato il via libera all'effetto retroattivo, recuperando l'intera somma risparmiata
05 AGOSTO 2021
Un regalo di Ferragosto da quasi quattro milioni di euro. È quello che si sono
fatti i consiglieri regionali della Puglia, con un emendamento approvato all'unanimità
nell'ultima seduta prima della pausa estiva. Un emendamento "per articolo aggiuntivo"
con la firma di tutti i capigruppo, di maggioranza e opposizione, inserito nel ddl
sui debiti fuori bilancio che in aula non è stato esplicitato nei contenuti né oggetto
di discussione.
Per comprendere il senso politico di questa scelta è necessario tornare al novembre
2012, quando l'allora governo regionale guidato da Nichi Vendola votò per l'abolizione
dei vitalizi e, con la stessa norma, abolì l'istituto dell'assegno di fine mandato
con decorrenza dal primo gennaio 2013. Con effetto retroattivo, quindi recuperando
tutto quello che fino ad oggi la Regione ha risparmiato, l'indennità è stata ora
ripristinata, proprio a partire dal primo gennaio 2013.
A fine mandato a consiglieri e assessori spetteranno circa 35 mila 500 euro
per l'intera legislatura (pari all'indennità mensile lorda di 7.100 euro moltiplicata
per gli anni di mandato). Considerando che i consiglieri sono 50 (fino al 2015 erano
70) e gli assessori dieci, l'esborso totale per le casse regionali per questi 8
anni si aggira intorno ai 4 milioni di euro.
Una norma che sarebbe passata inosservata se a sollevare la polemica, giorni
dopo l'approvazione, non fosse intervenuta la consigliera pentastellata Antonella
Laricchia, che a quella seduta era assente. Mentre tutti gli altri, da Fratelli
d'Italia al Pd, passando per Lega e lo stesso Movimento 5 Stelle, tutti firmatari
dell'emendamento, parlano di "misura riconosciuta in tutte le Regioni"
che ogni consigliere legittimamente "come ogni lavoratore percepirà alla fine
del mandato". "I lavoratori sono
tutti uguali, compresi noi" conferma il leghista Davide Bellomo. I grillini
pugliesi annunciano però che "sarà ridotta - dice la capogruppo Grazia Di Bari
- come avviene per le indennità che percepiamo da consigliere".
Ma la collega di partito grida comunque allo "scandalo". "Non
si tratta di una normale liquidazione, come stanno cercando di far passare - dice
Laricchia - , dal momento che i soldi saranno versati solo dalla Regione, mentre
normalmente sono i lavoratori ad accantonare una quota mensile del loro stipendio
per il tfr. Uno scandalo, specie in un momento di crisi economica come quella che
stiamo vivendo, dovuta alla pandemia, in cui tanti cittadini hanno perso il lavoro
e non riescono ad arrivare a fine mese. La
politica invece di trovare i soldi per loro li ha trovati per se stessa".
Le fa eco l'ex consigliera e assessora regionale Elena Gentile, che ha seduto
tra i banchi della Regione Puglia fino al maggio 2014, quando poi fu eletta all'Europarlamento:
"Non ne capisco le ragioni. Con convinzione votai all'epoca per l'abolizione
e resto coerente con quella scelta". E oggi, che potrebbe diventare beneficiaria
di questa reintrodotta indennità, nel suo caso poche migliaia di euro, ammette che
potrebbe "non accettarla, oppure usarla per qualche iniziativa sociale".
domenica 1 agosto 2021
La Segreteria FNC-UGL Veneto rilancia il nostro appello alle OOSS
Si conferma la tempestiva attenzione della Segreteria regionale dei postali UGL al tema della Buonuscita. Ce l'aspettiamo da tutte le OOSS dei Postali a cui abbiamo rivolto il nostro appello, visto che questo problema coinvolge TUTTI e che un domani interesserà anche gli attivisti Sindacali, iniziando dal semplice collaboratore e finendo al Segretario Generale dei Postali.





