Si conferma la tempestiva attenzione della Segreteria regionale dei postali UGL al tema della Buonuscita. Ce l'aspettiamo da tutte le OOSS dei Postali a cui abbiamo rivolto il nostro appello, visto che questo problema coinvolge TUTTI e che un domani interesserà anche gli attivisti Sindacali, iniziando dal semplice collaboratore e finendo al Segretario Generale dei Postali.
Per i dipendenti Postali il valore della BUONUSCITA è stato fissato al 28 febbraio 1998. Quell'importo viene liquidato al lavoratore SENZA ALCUNA FORMA DI RIVALUTAZIONE. Questo ingiusto trattamento riguarda SOLO i Postali. Perché 219.601 lavoratori non hanno diritto all'intero trattamento retributivo differito, come tutti gli altri ? Mettiamo in comune i documenti, facciamo conoscere le iniziative intraprese e quelle che si vorranno intraprendere per contrastare questa ingiustizia.
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domenica 1 agosto 2021
domenica 25 luglio 2021
Appello alle OOSS su Ricalcolo Agenzia delle Entrate
Appello alle OOSS su Ricalcolo Agenzia delle Entrate.
Con
riferimento all’oggetto, segnaliamo che molti
ex dipendenti di poste si trovano nuovamente di fronte ad un reiterato, diversificato comportamento agito nei loro
riguardi da parte delle varie sedi territoriali delle Agenzie delle Entrate,
in talune circostanze anche appartenenti
alla medesima città. Succede, in particolare, che il ricalcolo risulti
errato per effetto del mancato inserimento dell’importo relativo alla
Buonuscita o della errata indicazione della data di prima assunzione.
Al
“povero” pensionato, che già non ne può più per aver avuto liquidata la
Buonuscita – come è certamente noto – maturata al 28 feb. 1998 senza alcuna
rivalutazione monetaria, almeno 27 mesi dopo la cessazione del rapporto di
servizio con Poste Italiane, si presenta poi la Ruota della Fortuna in
relazione alle soggettive
interpretazioni che ne fanno le sedi AdE disseminate sul territorio nazionale
in merito al ricalcolo da esse effettuato. Come se non bastasse, riportiamo
casi di ex colleghi che, avendo bonariamente eccepito tali errori e/o che
abbiano richiesto la possibilità di ottenere un rimborso per le somme
indebitamente corrisposte, siano stati trattati in maniera non proprio
esemplare, quasi che “diano fastidio” riguardo ad una tematica che, per alcune,
non ammetterebbe repliche.
Se le norme riguardo alla sicurezza Covid non aiutano certo il rapporto con le Agenzie Territoriali, la mancata univocità di azione rende tutto più complicato e di fatto il lavoratore finisce per rinunciare alla richiesta per un’indebita maggiorazione dell’imposta. L’atipica situazione dei Postali (unico rapporto di lavoro: Buonuscita fino al 28/02/1998 e TFR da quella data in poi) deve tornare ad essere evidente anche all’Agenzia delle Entrate che deve pertanto porre in essere i dovuti rimedi quando a monte non ne sia stato tenuto conto.
Sembrava
che il problema fosse stato risolto…
Nel 2018 Daniele Del Corso è stato uno dei pionieri ad aver intrapreso questa battaglia. Con Michele Costantino si arrivò al Direttore Centrale AE e timidamente si mossero anche le OOSS di categoria. Furono finalmente diramate disposizione precise circa il caso di Poste e l’Azienda ha cambiato la sua comunicazione dei modelli come concordato con l’Agenzia delle Entrate circa il TFR e la Buonuscita.
Possibile che, cambiato il Direttore Centrale AE, alcuni – troppi - addetti stiano dimenticando che l’errore c’è stato e che deve essere riconosciuto il giusto risarcimento?
Le
OO.SS. - capillarmente presenti sul territorio – potrebbero rendersi
disponibili per un servizio di controllo ed istruzione della pratica con l’AE
territoriale, come fanno coi CAF, avendo una continuità di conoscenza e di
rapporto con gli uffici che ogni lavoratore, lasciato a sé stesso, non può
avere. A maggior ragione quando diventa un ex…
La tenacia e la gratuita disponibilità di Daniele e
Michele hanno tamponato parzialmente questa falla nella rappresentanza, ma i
casi ormai sono numerosissimi e urge un
intervento sindacale.
Ci
rivolgiamo a voi perché riteniamo, nel merito, che almeno una lettera alla Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate potreste
farla, chiedendo di diramare nuovamente
le disposizioni relative alla procedura del ricalcolo a suo tempo già emanate dalla stessa Direzione
Centrale.
Cogliamo inoltre l’occasione per segnalare che, fino a coloro che sono usciti nel 2015, veniva sottratto dal lordo della Buonuscita l’abbattimento della L. 482/85, cosa che invece da lì in poi non viene più fatto: il che comporta - per costoro – la possibilità di presentare una richiesta ulteriore di “Rimborso”.
Cordialmente
Per Comitato
Buonuscita PT
Zani Giuseppe
25 luglio 2021
lunedì 31 maggio 2021
Assurdo non rivalutare un importo cui si ha diritto dal 1998
È assurdo e penalizzante che il TFR maturato dai dipendenti delle Poste è bloccato dal 1998 senza interessi e rivalutazione ancora peggio di Quota 100
Il trattamento di fine rapporto o fine servizio (TFR o TFS) crea molti dubbi e malcontento verso i lavoratori del settore pubblico. Dopo la pubblicazione del nostro articolo “dall’anticipo TFS al pagamento normale i dipendenti pubblici devono attendere anni prima di percepirlo”, un Lettore ha scritto agli Esperti di ProiezionidiBorsa. Il Lettore chiede di far luce su una situazione iniqua che riguarda il TFR maturato dai dipendenti postali. Infatti, è assurdo e penalizzante che il TFR maturato dai dipendenti delle Poste è bloccato dal 1998 senza interessi e rivalutazione ancora peggio di Quota 100. Ma perché i postali percepiscono il TFR senza rivalutazione? Cerchiamo di capire cos’è successo.
È assurdo e penalizzante che il TFR maturato dai dipendenti delle Poste è bloccato dal 1998 senza interessi e rivalutazione ancora peggio di Quota 100
Se si accede al sito buonuscita Poste, è specificato che in seguito alla trasformazione di Poste Italiane in società per azione, la liquidazione della buonuscita spettante al momento della cessazione dal servizio, si divide in due quote:
- a) la prima quota riguarda l’indennità maturata fino al 28 febbraio 1998. La quota è calcolata secondo la normativa vigente corrisposta dal GCFB (Gestione Commissariale Fondo Buonuscita);
- b) la seconda quota del TFR (ai sensi dell’art. 2120 del Codice civile) maturato dal primo marzo 1998 fino alla data di cessazione del rapporto di servizio. Questa seconda quota sarà liquidata da Poste italiane S.p.A.
La problematica della mancata rivalutazione dell’indennità di buonuscita dei postali è sorta il 28 febbraio 2018, quando il settore fu privatizzato. Infatti, i dipendenti passarono da un regime diverso del trattamento di fine rapporto.
Il Governo non hai fondi per sboccare la situazione
In effetti, poiché la buonuscita è agganciata alla cessazione del rapporto di lavoro, i dipendenti di Poste Italiane chiedono la rivalutazione e il calcolo degli interessi a tale data.
Invece, il Ministero ha congelato la buonuscita maturata al 28 febbraio 1998 a prescindere da quando il lavoratore andrà in pensione. È evidente che questo comporta un danno economico per i dipendenti postali assunti prima di tale data.
Molti gli ODG approvati, ai quali il Governo non ha dato seguito per mancanza di Fondi. Ad oggi questa situazione è ancora irrisolta, ma i dipendenti postali non si arrendono e combattono per i loro diritti.
(Fonte)
venerdì 30 aprile 2021
Per controllare il ricalcolo del TFR
In questi giorni l’Agenzia delle Entrate sta inviando le comunicazioni di
ricalcolo del TFR sugli emolumenti di fine rapporto a chi è uscito nel 2015/2016.
Dai primi riscontri sembra che si sia tenuto conto dell'intero periodo
lavorato in Poste e tutto sia correttamente applicato
Ecco uno schematico riepilogo che speriamo possa aiutare a capire e controllare quanto ricevuto.
domenica 28 febbraio 2021
domenica 24 gennaio 2021
L'UGL del Veneto è attenta al problema della Buonuscita. Altri?
Con
piacere diamo conto di questa nuova presa di posizione della segreteria UGL del
Veneto sul problema della Buonuscita.
Ormai l’hanno capito tutti (?)
Una persona
uscita da Poste ed abbia ottenuto la pensione con "Quota 100" non
percepirà la Buonuscita-TFS con
ulteriore ritardo: tra i 12 e i 15 mesi successivi a quelli previsti dalla
decorrenza della pensione di vecchiaia secondo le modalità di accesso alla
pensione di vecchiaia stabilita dalla cosiddetta “legge Fornero”.
Sì, perché ai fini della Buonuscita i
Postali sono considerati “pubblici dipendenti”.
In "compenso" è prevista la possibilità di chiedere l'anticipo della
Buonuscita-TFS pagandoci gli interessi, ma la norma è di fatto disattesa perché
le banche non aderiscono all’accordo sottoscritto tra ABI e Governo per un
finanziamento agevolato, vanificando di fatto questa possibilità.
Se, invece, avesse usufruito della pensione di Anzianità la sua Buonuscita seguirà i tempi
di 24+3 mesi a decorrere dalla data del
requisito di anzianità (non dalla cessazione del rapporto di lavoro).
Sui 3 mesi aggiuntivi - previsti dalla legge per "fare i conti del dovuto": perché si deve aspettare che passino, visto che non c'è nulla da elaborare? La somma di ciascuno è ben chiara e ferma dal 28/02/1998!
Ma c’è un’altra
questione sottovalutata ed è relativa al cosiddetto Cumulo (diversa
dalla Ricongiunzione contributiva) non
sufficientemente chiara a chi ne usufruisce, ma neppure spiegata al momento
delle dimissioni, quando l'unica attenzione viene spostata sul "quanto prenderò di pensione"
e sull'eventuale incentivo all'esodo.
Soprattutto in Poste dove il posticipo senza alcuna rivalutazione della Buonuscita/TFS non inizia - come per gli altri
"pubblici dipendenti" - a partire dalla data della cessazione del
rapporto di lavoro, ma dal 28/02/1998.
La
norma ha una sua ratio, alquanto opinabile ma chiara, esplicitata al punto 6 della circolare INPS n.
60/2017 citata nella risposta di GFB. Un linguaggio non per tutti,
forse più chiaro in questo articolo.
Questa informazione manca o non è sufficientemente esplicitata anche sul sito GFB, ma - ancor di più - da parte delle pur numerose Organizzazioni Sindacali di Poste.
Molti lavoratori si sentono doppiamente ingannati da questo continuo spostarsi nel tempo l’erogazione di una somma il cui potere d'acquisto si è quasi dimezzato.
A chi interessa, veramente?
mercoledì 13 gennaio 2021
La radio e Antonio
Antonio C. del nostro Comitato Buonuscita PT ha scritto al conduttore della trasmissione radiofonica che ascolta frequentemente.
«Luca buongiorno scusa il disturbo. Sono Antonio un ex postale volevo chiederti se potevi spendere qualche minuto del tuo tempo in favore di noi postali visto che nessuno vuole ascoltarci in proposito della nostra Buonuscita (...) ti facciamo avere un documento.»
Molti immaginano che sia facile contattare le redazioni dei giornali, delle radio, delle TV, ma poi sono pochi a provarci. Vediamo quanti altri avranno il coraggio e la costanza di Antonio.
Il nostro comitato è a disposizione per affiancare chi ci proverà.
venerdì 8 gennaio 2021
Ricalcolo tassazione separata. Repetita iuvant.
Ritorniamo sull’argomento
della TASSAZIONE SEPARATA
dell’Agenzia delle Entrate (AE) perché, soprattutto da parte dei nuovi
aderenti, ci sono giunte diverse richieste di chiarimento su incentivo + TFR
La legge fiscale vigente prevede che l’Agenzia delle Entrate
provveda a fare il “ricalcolo” sugli
emolumenti di fine rapporto entro
il quarto anno successivo dal verificarsi dell’evento.
Per legge, in prima istanza, le Aziende (tutte) tassano gli
emolumenti al 23%, prima che vengano poi assoggettati alla tassazione separata,
secondo l’aliquota calcolata dall’AE: la differenza, se maggiore di 100€ sarà
formalmente richiesta a conguaglio da quella Agenzia delle Entrate.
Si paga sull’importo intero (TFR+ incentivo all’esodo)?
NO!
AE fa una
separazione di tutto l’intero in due quote:
1 - percepito ante 2001
2 - percepito post 2001.
Si paga la differenza solo sul montante
post 2001.
Come si comprenderà, ci sono molti elementi che concorrono a
stabilire il “quantum”, che varia, a seconda della personale situazione
reddituale, tra poche centinaia di euro a diverse migliaia.
Fino al 2018
è stato commesso un errore madornale: Poste indicava per tutti la data di
assunzione del 01/03/1998 e non quella effettiva. Su questa base, il ricalcolo
da parte dell’AE portava ad una maggiore tassazione.
A chi, uscito da Poste tra il 2013-2018 ed oltre al TFR avesse percepito anche un incentivo all’esodo, avesse già
ricevuto (o riceverà prossimamente) da AE un avviso di pagamento, consigliamo vivamente di fare riferimento al
VADEMECUM che qui di seguito riportiamo, prima di corrispondere l’importo
richiesto.
Ricordiamo, con l’occasione, che nel 2019 Poste si è
accordata con AE affinché nelle “annotazioni” della CU venga indicata la data di assunzione reale
del dipendente (e non quella del
01/03/1998 da cui è iniziato a maturare il TFR) sicché l’AE stessa possa acquisire
il dato utile al corretto ricalcolo
fiscale delle somme relativamente al TFR
e all’incentivo all’esodo.
VADEMECUM di Michele 02/07/2019
Colleghi/Amici!!
Per evitare di ripetere
sempre le stesse cose, a suo tempo pubblicai questo VADEMECUM, leggetelo:
VADEMECUM
Amici/Colleghi!!
Al fine di trattare la questione
nel miglior modo possibile, e nell'attesa che ci giungano nuove notizie dalla
Direzione Centrale Agenzia delle Entrate (AE), riguardo alla richiesta di
"Ricalcolo Tassazione Separata Irpef" che invia l'AE, permettetemi di
consigliarvi questa procedura con i vari Uffici delle AE:
I - Chi ha ricevuto da poco la "Comunicazione" o la riceverà
in seguito, o per chi ha già iniziato a pagare, deve:
a) Controllare che la data di
Assunzione sia esatta.
b) Che al rigo 1 (TFR maturato al
31/12/2000) ci sia anche la quota Buonuscita.
c) Che al rigo 5 (c) (Altre
indennità= Incentivo) la somma non sia inferiore al 30% dell'Incentivo.
d) Che al rigo 4 (m) (Altre
indennità=Incentivo) la somma non sia superiore al 70% dell'Incentivo.
Quindi per chi riscontra queste
mancanze o questi errori, (tenete a portata di mano il Prospetto Liquidazione
Buonuscita) deve consegnare la Domanda
di "Autotutela" (NO raccomandata, NO ad un impiegato qualsiasi) direttamente ai responsabili di questi
calcoli, portando con se:
1) Copia Comunicazione ricevuta
da AE
2) Copia Estratto Contributivo
Inps
3) Copia Prospetto Liquidazione
Buonuscita
4) Ultima C U (EX-CUD)
5) Ultimo Cedolino Paga.
6) Copia mia mail alla Direzione
Centrale AE.
7) Copia mail di risposta della
Direzione Centrale AE.
II) - Chi ha già pagato (ricordiamo che si può fare ricorso entro 48 mesi dall’ultimo pagamento effettuato con
F24) deve
consegnare necessariamente la domanda di "Rimborso" allegando
gli stessi documenti dell'Autotutela, con l'aggiunta dei versamenti effettuati,
avendo cura di ritornare dopo un lasso di tempo ragionevole presso la propria
Agenzia, per sapere come e se stanno procedendo, dovete stargli col fiato sul
collo, quella mail della Direzione è un'arma che dobbiamo saper usare, è quella
praticamente che ci dà ragione, e che ci serve per abbattere quel muro di gomma
che incontrerete.
P.S. Tutti i modelli li
trovate in alto a destra sotto il nome di questo gruppo stop
al furto delle buonuscite dei lavoratori di poste italiane
alla voce file.
Auguri ed in bocca al lupo, e... ricordate
sempre che a fronte dei DOVERI da Contribuenti, deve corrispondere pari DIRITTO
al Rimborso per un maltolto.
PPS. Un consiglio, studiatevi con
pazienza come ho fatto io e molti altri, lo sviluppo dei calcoli, è importante
per controbattere eventuali ottusità di qualche impiegato "zelante".
Aderisci
al Comitato Buonuscita PT Clicca qui








