Indirizzo e.mail

Per comunicazioni scrivi a: buonuscitapt@gmail.com

domenica 1 agosto 2021

La Segreteria FNC-UGL Veneto rilancia il nostro appello alle OOSS

Si conferma la tempestiva attenzione della Segreteria regionale dei postali UGL al tema della Buonuscita. Ce l'aspettiamo da tutte le OOSS dei Postali a cui abbiamo rivolto il nostro appello, visto che questo problema coinvolge TUTTI e che un domani interesserà anche gli attivisti Sindacali, iniziando dal semplice collaboratore e finendo al Segretario Generale dei Postali. 



domenica 25 luglio 2021

Appello alle OOSS su Ricalcolo Agenzia delle Entrate

 Appello alle OOSS su Ricalcolo Agenzia delle Entrate.

Con riferimento all’oggetto, segnaliamo che molti ex dipendenti di poste si trovano nuovamente di fronte ad un reiterato, diversificato comportamento agito nei loro riguardi da parte delle varie sedi territoriali delle Agenzie delle Entrate, in talune circostanze anche appartenenti alla medesima città. Succede, in particolare, che il ricalcolo risulti errato per effetto del mancato inserimento dell’importo relativo alla Buonuscita o della errata indicazione della data di prima assunzione.

Al “povero” pensionato, che già non ne può più per aver avuto liquidata la Buonuscita – come è certamente noto – maturata al 28 feb. 1998 senza alcuna rivalutazione monetaria, almeno 27 mesi dopo la cessazione del rapporto di servizio con Poste Italiane, si presenta poi la Ruota della Fortuna in relazione alle soggettive interpretazioni che ne fanno le sedi AdE disseminate sul territorio nazionale in merito al ricalcolo da esse effettuato. Come se non bastasse, riportiamo casi di ex colleghi che, avendo bonariamente eccepito tali errori e/o che abbiano richiesto la possibilità di ottenere un rimborso per le somme indebitamente corrisposte, siano stati trattati in maniera non proprio esemplare, quasi che “diano fastidio” riguardo ad una tematica che, per alcune, non ammetterebbe repliche.

Se le norme riguardo alla sicurezza Covid non aiutano certo il rapporto con le Agenzie Territoriali, la mancata univocità di azione rende tutto più complicato e di fatto il lavoratore finisce per rinunciare alla richiesta per un’indebita maggiorazione dell’imposta. L’atipica situazione dei Postali (unico rapporto di lavoro: Buonuscita fino al 28/02/1998 e TFR da quella data in poi) deve tornare ad essere evidente anche all’Agenzia delle Entrate che deve pertanto porre in essere i dovuti rimedi quando a monte non ne sia stato tenuto conto.

Sembrava che il problema fosse stato risolto…

Nel 2018 Daniele Del Corso è stato uno dei pionieri ad aver intrapreso questa battaglia. Con Michele Costantino si arrivò al Direttore Centrale AE e timidamente si mossero anche le OOSS di categoria. Furono finalmente diramate disposizione precise circa il caso di Poste e l’Azienda ha cambiato la sua comunicazione dei modelli come concordato con l’Agenzia delle Entrate circa il TFR e la Buonuscita.

Possibile che, cambiato il Direttore Centrale AE, alcuni – troppi - addetti stiano dimenticando che l’errore c’è stato e che deve essere riconosciuto il giusto risarcimento?

Le OO.SS. - capillarmente presenti sul territorio – potrebbero rendersi disponibili per un servizio di controllo ed istruzione della pratica con l’AE territoriale, come fanno coi CAF, avendo una continuità di conoscenza e di rapporto con gli uffici che ogni lavoratore, lasciato a sé stesso, non può avere. A maggior ragione quando diventa un ex…

La tenacia e la gratuita disponibilità di Daniele e Michele hanno tamponato parzialmente questa falla nella rappresentanza, ma i casi ormai sono numerosissimi e urge un intervento sindacale.

Ci rivolgiamo a voi perché riteniamo, nel merito, che almeno una lettera alla Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate potreste farla, chiedendo di diramare nuovamente le disposizioni relative alla procedura del ricalcolo a suo tempo già emanate dalla stessa Direzione Centrale.

Cogliamo inoltre l’occasione per segnalare che, fino a coloro che sono usciti nel 2015, veniva sottratto dal lordo della Buonuscita l’abbattimento della L. 482/85, cosa che invece da lì in poi non viene più fatto: il che comporta - per costoro – la possibilità di presentare una richiesta ulteriore di “Rimborso”.

Cordialmente

Per Comitato Buonuscita PT
    Zani Giuseppe

25 luglio 2021


lunedì 31 maggio 2021

Assurdo non rivalutare un importo cui si ha diritto dal 1998

 

È assurdo e penalizzante che il TFR maturato dai dipendenti delle Poste è bloccato dal 1998 senza interessi e rivalutazione ancora peggio di Quota 100

Il trattamento di fine rapporto o fine servizio (TFR o TFS) crea molti dubbi e malcontento verso i lavoratori del settore pubblico. Dopo la pubblicazione del nostro articolo “dall’anticipo TFS al pagamento normale i dipendenti pubblici devono attendere anni prima di percepirlo”, un Lettore ha scritto agli Esperti di ProiezionidiBorsa. Il Lettore chiede di far luce su una situazione iniqua che riguarda il  TFR maturato dai dipendenti postali. Infatti, è assurdo e penalizzante che il TFR maturato dai dipendenti delle Poste è bloccato dal 1998 senza interessi e rivalutazione ancora peggio di Quota 100. Ma perché i postali percepiscono il TFR senza rivalutazione? Cerchiamo di capire cos’è successo.

È assurdo e penalizzante che il TFR maturato dai dipendenti delle Poste è bloccato dal 1998 senza interessi e rivalutazione ancora peggio di Quota 100

Se si accede al sito buonuscita Poste, è specificato che in seguito alla trasformazione di Poste Italiane in società per azione, la liquidazione della buonuscita spettante al momento della cessazione dal servizio, si divide in due quote:

  1. a) la prima quota riguarda l’indennità maturata fino al 28 febbraio 1998. La quota è calcolata secondo la normativa vigente corrisposta dal GCFB (Gestione Commissariale Fondo Buonuscita);
  2. b) la seconda quota del TFR (ai sensi dell’art. 2120 del Codice civile) maturato dal primo marzo 1998 fino alla data di cessazione del rapporto di servizio. Questa seconda quota sarà liquidata da Poste italiane S.p.A.

La problematica della mancata rivalutazione dell’indennità di buonuscita dei postali è sorta il 28 febbraio 2018, quando il settore fu privatizzato. Infatti, i dipendenti passarono da un regime diverso del trattamento di fine rapporto.

Il Governo non hai fondi per sboccare la situazione

In effetti, poiché la buonuscita è agganciata alla cessazione del rapporto di lavoro, i dipendenti di Poste Italiane chiedono la rivalutazione e il calcolo degli interessi a tale data.

Invece, il Ministero ha congelato la buonuscita maturata al 28 febbraio 1998 a prescindere da quando il lavoratore andrà in pensione. È evidente che questo comporta un danno economico per i dipendenti postali assunti prima di tale data.

Molti gli ODG approvati, ai quali il Governo non ha dato seguito per mancanza di Fondi. Ad oggi questa situazione è ancora irrisolta, ma i dipendenti postali non si arrendono e combattono per i loro diritti.
(Fonte)

venerdì 30 aprile 2021

Per controllare il ricalcolo del TFR

In questi giorni l’Agenzia delle Entrate sta inviando le comunicazioni di ricalcolo del TFR sugli emolumenti di fine rapporto a chi è uscito nel 2015/2016.
Dai primi riscontri sembra che si sia tenuto conto dell'intero periodo lavorato in Poste e tutto sia correttamente applicato

Ecco uno schematico riepilogo che speriamo possa aiutare a capire e controllare quanto ricevuto.



domenica 24 gennaio 2021

L'UGL del Veneto è attenta al problema della Buonuscita. Altri?

Con piacere diamo conto di questa nuova presa di posizione della segreteria UGL del Veneto sul problema della Buonuscita.



Ormai l’hanno capito tutti (?)

Una persona uscita da Poste ed abbia ottenuto la pensione con "Quota 100" non percepirà la Buonuscita-TFS con ulteriore ritardo: tra i 12 e i 15 mesi successivi a quelli previsti dalla decorrenza della pensione di vecchiaia secondo le modalità di accesso alla pensione di vecchiaia stabilita dalla cosiddetta “legge Fornero”.
Sì, perché ai fini della Buonuscita i Postali sono considerati “pubblici dipendenti”.
In "compenso" è prevista la possibilità di chiedere l'anticipo della Buonuscita-TFS pagandoci gli interessi, ma la norma è di fatto disattesa perché le banche non aderiscono all’accordo sottoscritto tra ABI e Governo per un finanziamento agevolato, vanificando di fatto questa possibilità.

Se, invece, avesse usufruito della pensione di Anzianità la sua Buonuscita seguirà i tempi di 24+3 mesi a decorrere dalla data del requisito di anzianità (non dalla cessazione del rapporto di lavoro).
Sui 3 mesi aggiuntivi - previsti dalla legge per "fare i conti del dovuto": perché si deve aspettare che passino, visto che non c'è nulla da elaborare? La somma di ciascuno è ben chiara e ferma dal 28/02/1998! 

Ma c’è un’altra questione sottovalutata ed è relativa al cosiddetto Cumulo (diversa dalla Ricongiunzione contributiva) non sufficientemente chiara a chi ne usufruisce, ma neppure spiegata al momento delle dimissioni, quando l'unica attenzione viene spostata sul "quanto prenderò di pensione" e sull'eventuale incentivo all'esodo.

Soprattutto in Poste dove il posticipo senza alcuna rivalutazione della Buonuscita/TFS non inizia - come per gli altri "pubblici dipendenti" - a partire dalla data della cessazione del rapporto di lavoro, ma dal 28/02/1998.

La norma ha una sua ratio, alquanto opinabile ma chiara, esplicitata al punto 6 della circolare INPS n. 60/2017 citata nella risposta di GFB. Un linguaggio non per tutti, forse più chiaro in questo articolo.

Questa informazione manca o non è sufficientemente esplicitata anche sul sito GFB, ma - ancor di più - da parte delle pur numerose Organizzazioni Sindacali di Poste.

Molti lavoratori si sentono doppiamente ingannati da questo continuo spostarsi nel tempo l’erogazione di una somma il cui potere d'acquisto si è quasi dimezzato. 

A chi interessa, veramente?




mercoledì 13 gennaio 2021

La radio e Antonio

Antonio C. del nostro Comitato Buonuscita PT ha scritto al conduttore della trasmissione radiofonica che ascolta frequentemente. 




«Luca buongiorno scusa il disturbo. Sono Antonio un ex postale volevo chiederti se potevi spendere qualche minuto del tuo tempo in favore di noi postali visto che nessuno vuole ascoltarci in proposito della nostra Buonuscita (...) ti facciamo avere un documento.»

Molti immaginano che sia facile contattare le redazioni dei giornali, delle radio, delle TV, ma poi sono pochi a provarci. Vediamo quanti altri avranno il coraggio e la costanza di Antonio. 

Il nostro comitato è a disposizione per affiancare chi ci proverà.

Aderisci al Comitato




venerdì 8 gennaio 2021

Ricalcolo tassazione separata. Repetita iuvant.

Ritorniamo sull’argomento della TASSAZIONE SEPARATA dell’Agenzia delle Entrate (AE) perché, soprattutto da parte dei nuovi aderenti, ci sono giunte diverse richieste di chiarimento su incentivo + TFR

La legge fiscale vigente prevede che l’Agenzia delle Entrate provveda a fare il “ricalcolo” sugli emolumenti di fine rapporto entro il quarto anno successivo dal verificarsi dell’evento.

Ogni ricalcolo viene eseguito avendo a riferimento le ultime 5 dichiarazioni dei redditi del lavoratore e, detratti gli oneri deducibili, stabilisce l’aliquota effettiva che deve essere applicata sui suoi emolumenti. Conseguenza logica: ogni ricalcolo non può essere che personale, in relazione ad ogni specifica e singola posizione, e quindi assolutamente non esportabile.

Per legge, in prima istanza, le Aziende (tutte) tassano gli emolumenti al 23%, prima che vengano poi assoggettati alla tassazione separata, secondo l’aliquota calcolata dall’AE: la differenza, se maggiore di 100€ sarà formalmente richiesta a conguaglio da quella Agenzia delle Entrate.

Si paga sull’importo intero (TFR+ incentivo all’esodo)? NO!

AE fa una separazione di tutto l’intero in due quote:

1 - percepito ante 2001

2 - percepito post 2001.

Si paga la differenza solo sul montante post 2001.

Come si comprenderà, ci sono molti elementi che concorrono a stabilire il “quantum”, che varia, a seconda della personale situazione reddituale, tra poche centinaia di euro a diverse migliaia.

 

Fino al 2018 è stato commesso un errore madornale: Poste indicava per tutti la data di assunzione del 01/03/1998 e non quella effettiva. Su questa base, il ricalcolo da parte dell’AE portava ad una maggiore tassazione.

A chi, uscito da Poste tra il 2013-2018 ed oltre al TFR avesse percepito anche un incentivo all’esodo, avesse già ricevuto (o riceverà prossimamente) da AE un avviso di pagamento, consigliamo vivamente di fare riferimento al VADEMECUM che qui di seguito riportiamo, prima di corrispondere l’importo richiesto.

Ricordiamo, con l’occasione, che nel 2019 Poste si è accordata con AE affinché nelle “annotazioni” della CU venga indicata la data di assunzione reale del dipendente (e non quella del 01/03/1998 da cui è iniziato a maturare il TFR) sicché l’AE stessa possa acquisire il dato utile al corretto ricalcolo fiscale delle somme relativamente al TFR e all’incentivo all’esodo.

 

VADEMECUM di Michele 02/07/2019

Colleghi/Amici!!

Per evitare di ripetere sempre le stesse cose, a suo tempo pubblicai questo VADEMECUM, leggetelo:

VADEMECUM

Amici/Colleghi!!

Al fine di trattare la questione nel miglior modo possibile, e nell'attesa che ci giungano nuove notizie dalla Direzione Centrale Agenzia delle Entrate (AE), riguardo alla richiesta di "Ricalcolo Tassazione Separata Irpef" che invia l'AE, permettetemi di consigliarvi questa procedura con i vari Uffici delle AE:

I - Chi ha ricevuto da poco la "Comunicazione" o la riceverà in seguito, o per chi ha già iniziato a pagare, deve:

a) Controllare che la data di Assunzione sia esatta.

b) Che al rigo 1 (TFR maturato al 31/12/2000) ci sia anche la quota Buonuscita.

c) Che al rigo 5 (c) (Altre indennità= Incentivo) la somma non sia inferiore al 30% dell'Incentivo.

d) Che al rigo 4 (m) (Altre indennità=Incentivo) la somma non sia superiore al 70% dell'Incentivo.

Quindi per chi riscontra queste mancanze o questi errori, (tenete a portata di mano il Prospetto Liquidazione Buonuscita) deve consegnare la Domanda di "Autotutela" (NO raccomandata, NO ad un impiegato qualsiasi) direttamente ai responsabili di questi calcoli, portando con se:

1) Copia Comunicazione ricevuta da AE

2) Copia Estratto Contributivo Inps

3) Copia Prospetto Liquidazione Buonuscita

4) Ultima C U (EX-CUD)

5) Ultimo Cedolino Paga.

6) Copia mia mail alla Direzione Centrale AE.

7) Copia mail di risposta della Direzione Centrale AE.

 

II) - Chi ha già pagato (ricordiamo che si può fare ricorso entro 48 mesi dall’ultimo pagamento effettuato con F24) deve consegnare necessariamente la domanda di "Rimborso" allegando gli stessi documenti dell'Autotutela, con l'aggiunta dei versamenti effettuati, avendo cura di ritornare dopo un lasso di tempo ragionevole presso la propria Agenzia, per sapere come e se stanno procedendo, dovete stargli col fiato sul collo, quella mail della Direzione è un'arma che dobbiamo saper usare, è quella praticamente che ci dà ragione, e che ci serve per abbattere quel muro di gomma che incontrerete.

 

P.S. Tutti i modelli li trovate in alto a destra sotto il nome di questo gruppo stop al furto delle buonuscite dei lavoratori di poste italiane alla voce file.

Auguri ed in bocca al lupo, e... ricordate sempre che a fronte dei DOVERI da Contribuenti, deve corrispondere pari DIRITTO al Rimborso per un maltolto.

PPS. Un consiglio, studiatevi con pazienza come ho fatto io e molti altri, lo sviluppo dei calcoli, è importante per controbattere eventuali ottusità di qualche impiegato "zelante".

Aderisci al Comitato Buonuscita PT Clicca qui